Messaggio ai catastrofisti

In sostanza:

  • probabile crisi di governo in Israele;
  • manovre navali della Russia in tutti i mari;
  • dopo la Gran Bretagna, anche la Francia rimuove le restrizioni.

Ci sono quelli che commentano:

“Altri paesi han tolto le restrizioni, noi no”.

“Il green pass è stato smascherato, lo stanno eliminando tutti, tranne noi”.

Da mesi sentiamo la stessa cantilena, ma il lasciapassare è sempre lì, gli altri sempicemente mettono e tolgono per non vessare troppo i cittadini. Da noi non ce n’è bisogno, accettiamo qualsiasi cosa ci venga imposta, persino il lasciapassare per tagliarsi i capelli è ritenuta una misura ragionevole. Ci fanno anche sapere che possiamo andare in posta a ritirare la pensione o mettere benzina all’auto senza pass, e ce lo sottolineano, come concessione.

Tutto avanza con pochi intoppi mentre interi settori continuano a capitolare.

La verità è che hanno messo le basi giuridiche e comportamentali per poter agire indisturbati anche in futuro.
Sarà sempre più difficile contrastarli.
Non molleranno la presa nonostante i proclami distensivi che fanno pensare ad ipotetici allentamenti delle restrizioni in primavera. L’obiettivo è fare diventare tutto struttura, in un’ottica preventiva.

Bisogna stargli col fiato sul collo e non dimenticare mai quanto di grave sta accadendo.
Resistere rimane l’imperativo.
Chi oggi si abitua a questo impianto totalitario per quieto vivere diventa complice e parte dell’ ingranaggio.”

Cose ovvie, che si dicono dal 2020, inizio della fine delle “democrazie”, ma la verità è che siamo entrati in una nuova fase.

Non è “sarà sempre più difficile contrastarli”, è per loro sempre più difficile tenere in piedi la narrativa.

I colpi di coda saranno inevitabili, la battaglia non è finita, ma la Verità non ha bisogno di esser difesa. Tutto il resto è catastrofismo e mancanza di discernimento (o si crede di averlo).

https://twitter.com/MiddleEastMnt/status/1484179655238189056f

https://twitter.com/TgLa7/status/1484139077544951809

https://twitter.com/TgLa7/status/1484186351331418112

Su Trieste, dietro la piazza chi si cela?

Sono stati già versati fiumi di inchiostro sulle proteste di Trieste avvenute nelle ultime settimane e noi cercheremo di fornire una lettura alternativa, sui possibili retroscena che si svolgerebbero dietro le quinte.

Punto focale: Trieste è in una posizione strategica per la Nuova Via della Seta marittima e, come dichiarato dal presidente dell’autorità portuale Zeno d’Agostino, il porto sta avendo una crescita rilevante, perché il capoluogo friulano è facilmente raggiungibile da e per tutti gli Stati della Mitteleuropa, i quali sono in forte crescita economica.

Non solo: sempre d’Agostino ha affermato che per Trieste abbandonare la Via della Seta equivarrebbe ad un suicidio, perché il porto si trova in fondo al mar Adriatico e di fronte al canale di Suez.

C’è un altro fattore fondamentale da non sottovalutare: in Friuli Venezia Giulia vi è la base USAF di Aviano, dove sarebbero stipate armi nucleari degli Stati Uniti e, a quelle già esistenti si sarebbero aggiunte altre 50 bombe atomiche rimosse dalla base turca di Incirlik, come riportato da Manlio Dinucci. Se da Trieste iniziassero (ma probabilmente sono già iniziate) le infiltrazioni cinesi, che conseguenze avrebbe lo spionaggio cinese nel nord-est italico? Ovviamente catastrofiche per gli Stati Uniti.

Non dobbiamo inoltre scordarci che la città, secondo i trattati internazionali, sarebbe ancora territorio libero ed esistono ancor oggi movimenti politici che difendono questo status e che mantengono ancora simpatie per gli anglo-americani.

Significativa è stata anche la protesta alla base dell’Aeronautica Militare a Sigonella contro il lasciapassare verde, perché anche qui vi è una importante base militare USA, ben nota per la crisi tra Italia e Stati Uniti in cui Bettino Craxi è stato protagonista.

Non vogliamo sminuire i motivi della protesta dei portuali, che sono sacrosanti e per le libertà fondamentali e hanno tutto il nostro appoggio, ma non si può trascurare la politica nascosta dietro le quinte, specialmente in questi tempi che sono ormai di cambiamento epocale e di riassetto degli equilibrî mondiali.