Riportiamo le ottime considerazioni e investigazioni di Chance il Giardiniere, profilo Twitter/X molto ben informato, sugli effetti (inutili e ovvi) del limite di 30 km/h a Londra.
Visto che i Mass Media ci stanno facendo il lavaggio al cervello e Bologna sta facendo da cavia, ci auguriamo che il nostro articolo possa risvegliare qualche coscienza.
NOTA: mettiamo tutte le schermate dei cinguettii, per timore che Chance il Giardiniere venga bloccato. All’inizio metteremo comunque il Tweet madre.
1. Come funziona la FRODE nello "studio" sulla riduzione dei morti negli incidenti a Londra con i 30 km/h, citato come la Bibbia dalla Gabanelli, l'acuta investigatrice di Mentana. Ovviamente un propagandista l'errore non lo cerca e non lo trova.
Dopo alcune settimane dall’inizio delle proteste, come avevamo descritto nel precedente articolo, è fondamentale il ruolo delle piattaforme social e, a guidare dall’estero le proteste è la dissidente Masih Alinejad. Abbiamo letto un articolo su di lei sul Newyorker e vogliamo riportare i punti salienti:
la donna ha iniziato nel 2014 a pubblicare video di donne iraniane, che rimuovevano il loro hijab;
si trova in esilio da 14 anni negli Stati Uniti;
i pilastri della Repubblica Islamica sono “morte agli Stati Uniti”, “morte ad Israele” e l’hijab. Dei tre, l’hijab è il più debole e nessuno degli alleati di Tehran, ovvero Mosca, Pechino, Pyongyang né Caracas lo difenderanno.
È comunque doveroso far presente che negli ultimi giorni, la Alinejad stia oltrepassando i limiti del buonsenso, rasentando il limite del terrorismo, perché sta incitando i manifestanti a fare irruzione dentro le ambasciate iraniane nel mondo, aggredire il personale diplomatico e sfasciare l’interno degli edificî.
In aggiunta, vi sono foto pubbliche dell’attivista esule in compagnia di Mike Pompeo (ex-direttore della CIA e segretario di stato) e Madeleine Albright, come riportato da Hannibal Khouri:
Masih Alinejad con Mike Pompeo.
In quest’altro video di SkyTG24 si riporta una videointervista di un’altra attivista esiliata in Italia, Samira Ardalani, la quale sostiene che le persone che protestano vogliano un „governo democratico del gruppo Mojahedin el-Kholq, con a capo Maryam Rajavi“. Già la frase „rivoluzione democratica“ è un ossimoro in sé, ma sia le nostre fonti che i numerosi commenti negativi dimostrano che Maryam Rajavi e il suo gruppo siano considerati dei pericolosi terroristi anche da chi vorrebbe oggi un cambio di governo.
„Il giornalista e storico albanese, Olsi Jazexhi, ha dichiarato che la polizia e i tribunali albanesi stanno fornendo un fermo sostegno all’Organizzazione terroristica Mujahedin-e-Khalq (Mko). I membri che vogliono abbandonare il famigerato gruppo vengono terrorizzati e incarcerati, ha rivelato Olsi Jazexhi in un tweet sabato. […]
Nei suoi tweet, Jazexhi ha citato Anila Hoxha, una giornalista collegata alla polizia antiterrorismo albanese, che ha affermato che il movimento – guidato dalla leader Maryam Rajavi – e i suoi affiliati sono “in piena offensiva contro i disertori iraniani in Albania”.
Anila Hoxha ha annunciato ieri che il procuratore speciale della struttura anticorruzione ha bloccato l’attività di Asila”, ha scritto Jazexhi. “Asila è un’associazione di disertori iraniani – membri di @Mojahedineng/PMOI combattenti stranieri che abbandonano l’attività terroristica contro l’Iran e vivono una vita civile. Le loro defezioni hanno causato una grave crisi all’interno dell’organizzazione paramilitare ospitata dall’Albania”, ha aggiunto.
Scorrendo sul profilo della sedicente democratica e paladina dell’uguaglianza die sessi (così ella scrive nel suo profilo Twitter), sono riportati colloqui e sostegno da parte dell’Unione Europea a questo gruppo, definito terrorista da gran parte della popolazione iraniana.
Mr. @JMFernandesEU said, “There is a consensus among all the democratic forces in the EP that a ruthless dictatorial regime is in power in #Iran, and I think the EP has a duty to the people of Iran. To support the Iranian resistance that defends democratic values.” pic.twitter.com/599N6EJri0
Insomma, aumentano sempre di più i sospetti che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Unione Europea stiano manovrando tutta la situazione per realizzare un colpo di Stato in Iran, in modo tale da mettere un nuovo governo fantoccio, autoritario, violento e definito terrorista anche da chi vuole la democrazia e la libertà in Iran, in modo tale da sfruttare le materie prime di cui la Persia dispone.
Benché ci siano anche altri motivi a livello geopolitico, da noi già elencati, dietro le proteste, un malcontento del genere non può essere causato solamente dall’utilizzo del copricapo femminile. Quel che è fuori discussione è che il rapporto stipendi / costo della vita è ormai insostenibile anche per chi ha un lavoro privilegiato, come medici, odontoiatri, ingegneri, consulenti assicurativi e così via.
Altro fattore fondamentale: la bassa età media e l’alta presenza di giovani tra la popolazione iraniana. Verso la fine degli anni 80 la popolazione era di circa 50 milioni di abitanti, nel 2020 di circa 84 milioni, quindi vi sono in Iran oltre 30 milioni di persone di età inferiore ai 40 anni, aventi più energie per protestare e cresciuti nell’era di internet e con un mondo attorno secolarizzato.
È molto difficile prevedere cosa potrà succedere nelle prossime settimane e mesi, ma è evidente che si sia creata una ferita profonda tra la popolazione ed il governo teocratico. È bene rammentare che l’attuale governo in carica, benché qualcuno voglia rammentare che sia un governo “amico della tradizione”, aveva approvato un decreto che impediva l’ingresso nel Paese a qualunque persona non regolarmente vaccinata, compresi i cittadini iraniani: niente di diverso da quello che hanno fatto governi millantatori di democrazia, in realtà tirannici e nazisti, quali Canada, Australia e Nuova Zelanda.
Facendo un’analisi metapolitica, si può intuire che energie negative sono state accumulate anche per questo, in aggiunta alla defraudazione della mercede per gli operai e all’oppressione dei poveri.
Impeccabili la riflessione di Gavino Sanna. DOVETE assolutamente guardare il video e scolpirvi ogni lettera dei sottotitoli.
A prescindere da cosa pensiate della protesta, se vedendo questo video non capite che la posta in gioco è il controllo assoluto su esistenza, libertà e dignità di qualsiasi cittadino siete perduti. https://t.co/VcjMUWHkA0
Dal canale Telegram dell’avvocato Alessandro Fusillo. https://t.me/difendersiora/375 (noi consigliamo di vedere il video su Rumble per boicottare Youtube).
Ci chiedono il Green Pass? Facciamogli vedere i Sorci Verdi!
Quando ci chiederanno il green pass sui mezzi di trasporto, al cinema, in un ristorante, in banca, alla posta ecc. a prescindere che la richiesta provenga da un privato, da un controllore o dalle forze dell’ordine, la reazione deve essere quella di pretendere che vengano rispettate le leggi ed in particolare il GDPR sulla privacy. https://youtu.be/XI85GJlTiK0
Quanto spiegato in questo video è una delle forme di disobbedienza più efficaci, per favore: CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO!
È di oggi la notizia che il presidente austriaco Alexander Van der Bellen ha firmato la legge, approvata ieri dal consiglio federale dell’Austria (e circa due settimane fa dal parlamento austriaco) sull’obbligo generale per la vaccinazione anti-Covid19. Voi lettori siete sicuramente bombardati dalla stampa italica, ma anche da alcuni canali di controinformazione, quasi esclusivamente dalle cattive notizie. Premettiamo innanzitutto che noi che scriviamo non siamo affatto sostenitori delle tesi che stia per crollare tutto, ma dato che ci dà altrettanto fastidio il catastrofismo perenne, vogliamo altrettanto fare luci sulle buone notizie, ovvero:
resistenza della popolazione: da testimonianze dirette, sono in tanti a non voler usare il green pass da guarigione per entrare negli esercizi commerciali né nella ristorazione; inoltre, conosciamo persone locali tridosate e sempre sostenitrici della narrativa ufficiale, i quali ci hanno confidato dopo mesi che i suoceri sono orgogliosamente non vaccinati, sostenenti la schifezza della situazione e a favore della gente che scende in piazza a manifestare. Qui sta a voi crederci o meno.
È recente la notizia che la Croce Rossa austriaca, per dichiarazioni dirette del responsabile nazionale, abbia deciso di abbandonare la campagna vaccinale, lasciando tutto in mano al governo. Vogliamo solo far presente che il responsabile della CR è stato un falco delle chiusure totali. Distanziamenti dalla legge appena approvata sono state prese anche dalla Caritas e dall’associazione Diakone.
La responsabile regionale (Alta Austria) del partito socialista (SPÖ) è stata costretta alle dimissioni, per aver avviato una campagna pubblicitaria a favore della vaccinazione dei bambini, per le proteste fortissime arrivate da elettori e iscritti al suo stesso partito!
Il neopartito antidittatura MFG (Menschen, Freiheit, Grundrechte) ha preso il 17% la scorsa domenica, piazzandosi come terzo partito, nel comune austriaco di distretto Waidhofen a.d. Ybbs, partendo da zero e con una campagna elettorale in pieno lockdown. Il partito di governo ÖVP è passato dal 60% al 41%, i verdi sotto il 4%.
CONCLUSIONI
Sta crollando tutto? Nell’immediato purtroppo no! Nonostante le forti e costanti manifestazioni di piazza, questa classe politica corrotta continua imperterrita a far guerra al proprio popolo, ma la consapevolezza e il dissenso fra le masse cresce sempre di più, per cui l’imperativo categorico è non disperare.
Le cose vanno guardate in maniera realistica: la società occidentale è in gran parte egoista, edonista e nichilista, ma arrivati ad un certo punto, il collo di bottiglia si riempie e il male non potrà più passare. Bisognerà comunque tenere duro e resistere, aiutandosi in particolare con la fede, la preghiera, buone letture e leali amicizie.
Eraclito scriveva che “di tutte le cose la guerra è padre” e quella che stiamo vivendo tutti noi è una incredibile guerra psicologica, a cui nessuno potrà sottrarsi, ma la certezza che abbiamo è che, alla fine, vivi o morti che saremo, vi sarà una umanità migliore.
I e le più forti, i risvegliati e i prescelti resisteranno e da loro nascerà un’umanità migliore. A tutti gli altri rimangono le nostre preghiere e l’augurio di farne parte.
La rielezione del presidente della repubblica e il continuo inasprimento irrazionale e subdolo delle misure sanitarie in Italia, tra cui l’obbligo vaccinale per gli over 50, non potevano essere accolti meglio dagli Stati Uniti.
Il professore di Economia alla John Hopkins Univ. Steve Hanke non ci va leggero e nemmeno l’articolo da lui proposto del Wall Street Journal, del quale invitiamo tutti, in particolare la stampa nostrana antifascista, alla lettura.
Italy continues to crack the fascist whip harder. Already barred from restaurants, gyms, local transportation, and more, unvaccinated Italians 50 years of age or over will begin facing €100 fines starting Feb. 15. Yes, the Fascists are back.https://t.co/Y0153TPpES
dopo la Gran Bretagna, anche la Francia rimuove le restrizioni.
Ci sono quelli che commentano:
“Altri paesi han tolto le restrizioni, noi no”.
“Il green pass è stato smascherato, lo stanno eliminando tutti, tranne noi”.
Da mesi sentiamo la stessa cantilena, ma il lasciapassare è sempre lì, gli altri sempicemente mettono e tolgono per non vessare troppo i cittadini. Da noi non ce n’è bisogno, accettiamo qualsiasi cosa ci venga imposta, persino il lasciapassare per tagliarsi i capelli è ritenuta una misura ragionevole. Ci fanno anche sapere che possiamo andare in posta a ritirare la pensione o mettere benzina all’auto senza pass, e ce lo sottolineano, come concessione.
Tutto avanza con pochi intoppi mentre interi settori continuano a capitolare.
La verità è che hanno messo le basi giuridiche e comportamentali per poter agire indisturbati anche in futuro. Sarà sempre più difficile contrastarli. Non molleranno la presa nonostante i proclami distensivi che fanno pensare ad ipotetici allentamenti delle restrizioni in primavera. L’obiettivo è fare diventare tutto struttura, in un’ottica preventiva.
Bisogna stargli col fiato sul collo e non dimenticare mai quanto di grave sta accadendo. Resistere rimane l’imperativo. Chi oggi si abitua a questo impianto totalitario per quieto vivere diventa complice e parte dell’ ingranaggio.”
Cose ovvie, che si dicono dal 2020, inizio della fine delle “democrazie”, ma la verità è che siamo entrati in una nuova fase.
Non è “sarà sempre più difficile contrastarli”, è per loro sempre più difficile tenere in piedi la narrativa.
I colpi di coda saranno inevitabili, la battaglia non è finita, ma la Verità non ha bisogno di esser difesa. Tutto il resto è catastrofismo e mancanza di discernimento (o si crede di averlo).
Io sono da 11 anni all’estero, 2 in Germania 🇩🇪, il restante in Austria 🇦🇹. Alle manifestazioni qui è pieno di rumeni, ungheresi, bosniaci, croati, le bandiere sventolano. Italiani pochi, perché non c’è la memoria della dittatura. Ma non prevarranno, rimanere positivi, sempre!
Chi NON ha aderito a https://t.co/Bsqfz0rAxm accettando di sottomettersi alla violazione della Costituzione, e che ora si lamenta, merita di fallire senza rimpianti.
Momi El Hawi li avvertì. È paradossale che la Costituzione la difenda solo un fiorentino di origine egiziana. pic.twitter.com/z9tKxpEPZ1
Sono stati già versati fiumi di inchiostro sulle proteste di Trieste avvenute nelle ultime settimane e noi cercheremo di fornire una lettura alternativa, sui possibili retroscena che si svolgerebbero dietro le quinte.
Punto focale: Trieste è in una posizione strategica per la Nuova Via della Seta marittima e, come dichiarato dal presidente dell’autorità portuale Zeno d’Agostino, il porto sta avendo una crescita rilevante, perché il capoluogo friulano è facilmente raggiungibile da e per tutti gli Stati della Mitteleuropa, i quali sono in forte crescita economica.
Non solo: sempre d’Agostino ha affermato che per Trieste abbandonare la Via della Seta equivarrebbe ad un suicidio, perché il porto si trova in fondo al mar Adriatico e di fronte al canale di Suez.
C’è un altro fattore fondamentale da non sottovalutare: in Friuli Venezia Giulia vi è la base USAF di Aviano, dove sarebbero stipate armi nucleari degli Stati Uniti e, a quelle già esistenti si sarebbero aggiunte altre 50 bombe atomiche rimosse dalla base turca di Incirlik, come riportato da Manlio Dinucci. Se da Trieste iniziassero (ma probabilmente sono già iniziate) le infiltrazioni cinesi, che conseguenze avrebbe lo spionaggio cinese nel nord-est italico? Ovviamente catastrofiche per gli Stati Uniti.
Non dobbiamo inoltre scordarci che la città, secondo i trattati internazionali, sarebbe ancora territorio libero ed esistono ancor oggi movimenti politici che difendono questo status e che mantengono ancora simpatie per gli anglo-americani.
Significativa è stata anche la protesta alla base dell’Aeronautica Militare a Sigonella contro il lasciapassare verde, perché anche qui vi è una importante base militare USA, ben nota per la crisi tra Italia e Stati Uniti in cui Bettino Craxi è stato protagonista.
Non vogliamo sminuire i motivi della protesta dei portuali, che sono sacrosanti e per le libertà fondamentali e hanno tutto il nostro appoggio, ma non si può trascurare la politica nascosta dietro le quinte, specialmente in questi tempi che sono ormai di cambiamento epocale e di riassetto degli equilibrî mondiali.