Marchio verde: consigli dell’avv.Fusillo.

Dal canale Telegram dell’avvocato Alessandro Fusillo. https://t.me/difendersiora/375 (noi consigliamo di vedere il video su Rumble per boicottare Youtube).

Ci chiedono il Green Pass? Facciamogli vedere i Sorci Verdi!

Quando ci chiederanno il green pass sui mezzi di trasporto, al cinema, in un ristorante, in banca, alla posta ecc. a prescindere che la richiesta provenga da un privato, da un controllore o dalle forze dell’ordine, la reazione deve essere quella di pretendere che vengano rispettate le leggi ed in particolare il GDPR sulla privacy.
https://youtu.be/XI85GJlTiK0

Quanto spiegato in questo video è una delle forme di disobbedienza più efficaci, per favore: CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO, CONDIVIDETELO!

Il PDF da stampare e portare con sé lo trovate qui:
https://www.difendersiora.it/sorciverdi

Il video su Rumble:
https://rumble.com/vu7qa5-ti-chiedo-il-green-pass-fagli-vedere-i-sorci-verdi.html

Lettera di 8 anni fa

Riflettendo su cosa poter scrivere, ci è balenato nella mente un ricordo di 8 anni fa, precisamente una lettera telematica inviata ad alcuni amici; di essa riporteremo alcuni spunti principali. Su alcune cose abbiamo cambiato la nostra visione, invece altri concetti sono rimasti capisaldi del nostro pensiero.

Cari tutti,

vorrei affrontare alcuni argomenti di cui parlo spesso con alcuni di voi, che ho solo accennato a qualcun altro. (…) Uno di questi è rallentare i propri ritmi di vita, a partire dal lavoro che stiamo svolgendo. Io personalmente sono stato fortemente influenzato da Simone Perotti e Massimo Fini, più dal secondo che dal primo.
Perotti era un dirigente presso il gruppo RCS, con ulteriori prospettive di carriera. Nel corso degli anni, ha messo da parte capitale per poi lasciare il lavoro, andare a vivere nell’entroterra ligure e dedicarsi a scrivere libri e andare in barca a vela, le sue passioni principali. Ha scritto due libri che mi hanno influenzato fortemente: Adesso Basta e Avanti Tutta.
Massimo Fini è un giornalista molto pungente, conservatore, antimodernista e anticapitalista. Questo è uno dei suoi ultimi articoli pubblicati, di cui riporto l’ultima parte qui sotto


Qualche anno fa, in una grigia giornata dei primi di ottobre, mi trovavo in uno degli splendidi Bagni liberty di Agrigento (peccato che a cento metri, sul mare, sgorgasse la fogna). La spiaggia era deserta. C’era solo un ragazzo a qualche sdraio di distanza. Attaccai discorso. Mi raccontò che per quattro mesi d’inverno lavorava come muratore a Torino, il resto lo passava nella sua città natale vivendo di quanto aveva guadagnato e potendo contare su quella rete familiare che al Sud esiste ancora. “Certo” disse “non posso permettermi la Porsche, ma ho a mia disposizione il tempo”. “Caro ragazzo” risposi “tu forse non lo sai, ma sei un filosofo”. 
Noi, invece, siamo tutti degli emeriti coglioni. 

http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46136

Mi piacerebbe vedere in un arco di tempo ragionevole (nel giro di pochi anni intendo) sorgere delle nuove piccole comunità, che mettano al bando il capitalismo, la competizione, la “crescita” economica , la vita sfrenata e dissoluta e TUTTO ciò che c’è di antitradizionale. Io stesso già da diversi mesi sto cercando di ingegnarmi come vivere in maniera autonoma e autarchica un giorno, evitando gli sprechi e le spese inutili.

Scrivo a voi, perché ho fiducia in ognuno di voi e vorrei chiedervi senza girarci intorno: chi di voi si sente in grado, non dico oggi, ma in un giorno non lontano, con calma, pazienza e serenità, di lasciare questa società, di rimboccarsi le maniche e di unirsi per fondare una nuova comunità? Vi elenco come dovrebbe esser organizzata questa comunità:

– FORMA DI GOVERNO: Come scrisse Platone  «La tirannia si instaura sotto nessun altro regime che la democrazia».
– DOTTRINA ECONOMICA: La moneta deve essere di proprietà del cittadino, perché è lui che, accettandola ne crea il valore; tant’è vero che, se un banchiere si mette a stampar moneta su un’isola deserta, il valore non nasce perché non esiste la collettività che glielo attribuisce. Mi rifaccio alle teorie economiche del Prof. Giacinto Auriti. Imperativi devono anche essere autosussistenza e autarchia, sia alimentare che energetica.
– LUOGO: lontano dalle inquinate città attuali, mi piacerebbe trovare un paese abbandonato e rimetterlo a nuovo.
– CIVITAS: essa ha una triplice ed essenziale vocazione. La vocazione civile espressa nell’arte fabbrile degli artisti e dei produttori; la vocazione politica espressa nell’arte cavalleresca dei guerrieri e dei condottieri; la vocazione religiosa espressa dall’arte dei monaci e dei sacerdoti. A proposito della prima, è fondamentale istituire delle corporazioni e bandire la concorrenza sleale, che abbia come unico fine il profitto, il denaro. Il fine deve essere sempre l’ ESSERE UMANO. Riscoprire l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato.
– ISTRUZIONE: sono per bandire l’istruzione di massa in stile post-moderno (che sarebbe più una deistruzione-distruzione) e ipercompetitiva per il mercato del lavoro. Tutte le persone potranno avere accesso ad un’istruzione di base grosso modo (andando per livello) fino alla quinta elementare. Dopodiché, per decisione dei maestri (non solo in senso di docenti, ma anche maestri di vita) o uno studente verrà indirizzato direttamente alle arti fabbrili – compatibilmente su quelle che sono le esigenze familiari – o potrà proseguire gli studi.
-ESERCITO E ARTE GUERRIERA: nessuna civiltà ha il diritto di opprimere un’altra e, allo stesso tempo, ogni civiltà ha il diritto di difendersi. Sono contrario in maniera assoluta ad abolire i corpi militari e di polizia, ma allo stesso tempo, sono per punire senza nessuna pietà i soprusi compiuti da chi dovrebbe difendere il Bene e la Giustizia.

Questi sono solo pochi punti riguardanti la società che ho in mente e non penso che sia la migliore. Ci sarebbe tanto da scrivere, ma voglio iniziare dalle cose semplici e basilari.
Lascio a voi le repliche e auspico una risposta da ognuno di voi, per dibattito, critica e miglioramento.

Otto anni dopo, a seguito della “situazione emergenziale” persistente ormai da quasi due anni, ci uniamo all’appello di Giorgio Agamben di poche settimane fa.


Nessuno qui crede di essere un profeta, semplicemente siamo ormai consapevoli di aver avuto corrette intuizioni.