Austria e Ungheria non consegneranno armi all’Ucraina

https://www.euractiv.com/section/politics/news/austria-hungary-agree-on-not-sending-weapons-to-ukraine/

Dalla pagina di Sara Reginella.

Ad ogni modo, è ufficiale che Austria e Ungheria non invieranno armi all’Ucraina.
Ma è troppo difficile per l’Italia capire che, per evitare l’escalation e tentare la soluzione diplomatica, si dovrebbe cessare di inviare altre armi.
L’Italia, organo esecutivo della NATO, è ormai un paese selvaggio, una culla per l’imbarbarimento delle menti.

@sarareginella

Generali coraggiosi (e razionali)

Speriamo sia veramente come sostiene MinutemanItaly. 🙂

Allo stesso tempo, anche il generale Bertolini della Folgore continua ad usare il raziocinio.

Gen.Marco Bertolini

La nostra speranza è che la capacità di ragionare e trattare sia riscoperta dai politici in primis, invece che essere messa in pratica dai militari.

Gruppi contrapposti

Scusandoci ancora coi nostri lettori per le settimane di silenzio, riproponiamo ora una nostra riflessione di qualche settimana fa, quando imperversava la polemica sull’innalzamento del tetto al contante.

https://twitter.com/RoMur83/status/1585984319704936449

A conferma della nostra riflessione è arrivato il prof. Vittorio Emanuele Parsi, che con le sue apparizioni quotidiane nei media e da poco sbarcato anche su Twitter, si unisce al coro unanime della propaganda atlantista e occidentalista, che a reti unificate, dà la colpa alla Russia in ogni caso, anche se il missile caduto l’altro giorno in Polonia è stato lanciato dall’esercito ucraino. Ci piacerebbe sapere se il prof. Parsi godrebbe a vedere milioni di persone incenerite da una guerra nucleare, che, in ogni caso, coinvolgerebbe anche lui e i suoi familiari .

Iran e Turchia: fronti opposti, stessi fornitori di armi (ovvero l’Austria).

Il quotidiano tedesco “Die Welt” ha pubblicato ieri la notizia, secondo cui un’azienda austriaca, operante nel comparto della difesa e delle armi, la Rotax, sta fornendo componentistica per i droni iraniani utilizzati dalla Russia sul fronte in Ucraina.

Die Welt, l’articolo di Stefan Schocher nella colonna a sinistra (ci scusiamo per la grafica).

Leggendo ulteriormente l’articolo ed esplorando il sito di Rotax, si scopre che l’azienda austriaca appartiene al gruppo Bombardier (BRP), industria aeronautica del Canada, Paese dell’alleanza atlantica.

Le sorprese, comunque, non finiscono qui, perché i motori per droni da guerra hanno un altro importante cliente: la Turchia, per i droni Bayraktar, forniti all’Azerbaijan per attaccare l’Armenia.

Viste le numerose sanzioni già presenti contro la Russia e l’Iran, tenendo conto delle numerose prediche moraliste e con lacrime di coccodrillo fatte dai politici dell’Unione Europea e dell’alleanza atlantica, ci chiediamo:

  1. secondo quale criterio l’esportazione di materiale bellico verso l’Azerbaijan e’ lecito, dato che ha attaccato per primo una nazione sovrana, l’Armenia, mentre verso la Russia non e’ lecito?
  2. Gli amministratori delegati di Bombardier e anche il governo del “democratico” Trudeau erano al corrente o no di queste esportazioni? In entrambi i casi, il minimo che dovrebbero fare e’ DIMETTERSI dal loro incarico.

I media occidentali ci fanno credere che le donne, la vita e la libertà devono essere importanti (e così, teoricamente, dovrebbe essere), i manifestanti iraniani, iperdeterminati e in buona fede intonano “zan, zandaghi, azadi”, ma per i nostri politici, chiunque essi siano, MONEY FIRST, always!

Infine, tutto ciò ci conferma che le proteste in Iran e la guerra tra Russia e Ucraina sono strettamente connesse, come avevamo intuito già dall’inizio.

Crimea: ponte di Kerč con la Russia colpito.

Scrive l’AGI che sul ponte che collega Crimea e Russia è esploso un autocarro-bomba, che avrebbe poi colpito i convoglî ferroviarî trasportanti combustibile, facendo prender fuoco alla ferrovia.

Ebbene, noi riteniamo questa analisi campata in aria, per i seguenti motivi, documentati da video in loco:

1) la parte della carreggiata è crollata in maniera geometrica, è molto probabile che dei pilastri siano stati fatti saltare.

2) Come è possibile che la carreggiata non sia andata a fuoco, se un autocarro-bomba è esploso?

https://twitter.com/juli_anh/status/1578624724258541568

3) Fonti alternative parlano di un attacco missilistico da parte delle forze ucraine, attendiamo sviluppi della tesi. https://t.me/geopoliticalcenterfb/26915

Aggiornamento: il video del momento dell’esplosione è stato diffuso da Geopolitical Center su Telegram. https://t.me/geopoliticalcenterfb/26916

Momento dell’esplosione sul ponte di Kerč

Si possono vedere esplosioni multiple, dovute probabilmente a testate già piazzate o a missili da crociera.

Veicoli della CRI verso Vienna(o forse verso l’Ucraina ?)

Ci è stato mandato un video, di cui è iniziata la condivisione virale nei sistemi di messaggistica istantanea. Lo pubblichiamo qui per intero e ci domandiamo: cosa ci fanno tutte quelle ambulanze della Croce Rossa Italiana in Austria, in direzione Vienna (precisamente all’altezza di Sinabelkirchen, est di Graz, nel video)? Si stanno forse dirigendo verso l’Ucraina?

Se sì, ci auguriamo per motivi umanitarî, visto che circolano molti video dei combattenti nazisti dell’Azov, che escono armati dalle ambulanze.

In ogni caso, la Croce Rossa ha il dovere di fornire spiegazioni.

Generale Bertolini (Folgore) sulla guerra tra Russia e Ucraina

Questo video va condiviso fino a far saturare tutti i servers. L’Italia ha bisogno di patrioti come questi e di mandare ad asfaltare le strade i politicanti affermanti che “Ogni goccia di sudore in più per noi quest’estate è una goccia di sangue risparmiata per i soldati ucraini”.

Gen.Marco Bertolini(Folgore) da Barbara Palombelli

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Droni da Sigonella sul Mar Nero

Dal profilo Twitter Italy Military Radar: è molto insolito che due droni decollino quasi allo stesso tempo da Sigonella, ma sembra che qualcosa stia accadendo nel Mar Nero.

Il ministero della Difesa dovrebbe fornire immediatamente spiegazioni.