Paghi in contante? Inquini!

Con il recente articolo de “Il Sole-24 Ore” dal titolo “«Inquinamento da contante»: in Italia 2,7 kg di CO2 per abitante generate dai pagamenti cash (al secondo posto in Europa dopo la Germania)“,


crediamo si sia raggiunta la (momentanea) vetta di propaganda ecologista, atta a rendere reale la ben nota Agenda 2030, di cui non elencheremo tutti i punti del programma; ci limiteremo a ricordare che l’obiettivo principale rimane quello di toglierci ogni tipo proprietà privata: dall’automobile alla nostra abitazione di proprietà (1), fino al denaro contante, prima ritenuto responsabile dai vari governi pro-UE della “evasione fiscale”, e adesso si è aggiunta la corresponsabilità nell’aumento delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera (sic!).

Si può notare nell’articolo menzionato l’utilizzo del sostantivo inglese “cashless” fino alla nausea, in modo da cancellare sempre di più il nostro vocabolario, quindi la nostra cultura, ormai depauperata dall’anticultura partita nel ’68, ma vogliamo far notare un’incoerenza del quotidiano: l’Italia sarebbe seconda solo dopo alla Germania per l’utilizzo del contante in Europa, ma se utilizzare il contante è da evasori, perché la stampa non attacca i tedeschi per un maggiore uso delle banconote rispetto a noi? Non dovrebbero essere loro i virtuosi, il modello da seguire?

Andiamo avanti. Si legge che “il 58% dei commercianti ha introdotto i pagamenti digitali per venire incontro alle richieste dei clienti“; possiamo supporre che tanto ha fatto la campagna mediatica contro “l’idraulico e il barista che non fanno la fattura” e che non accettano la carta per pagare il caffé, quindi sia per paura sia per evitare stress e litigi, gli esercenti hanno ceduto su questo fronte.

C’è però un dato che fa ben sperare nell’articolo: Interessante notare come la dipendenza dal contante e la percezione di sicurezza sia più pronunciata nelle regioni del Mezzogiorno. […]
Questo suggerisce la presenza di forti divari Nord-Sud relativi all’accettazione e all’utilizzo del cashless.Oltre ai pregiudizi culturali, un altro ostacolo è rappresentato dalla cultura digitale diffusa tra gli esercenti. Il 60% giudica basso o molto basso il grado di raccolta e valorizzazione dei dati dei propri clienti, mentre il 26% non utilizza affatto il web per la propria attività. Inoltre, quasi il 50% dei rispondenti non ritiene di avere bisogno di competenze digitali avanzate.

In base a nostre testimonianze dai paesi germanofoni (non è nero tutto ciò che è scuro, così come non è oro tutto ciò che luccica), possiamo assicurare che ai mercatini di Natale di Vienna, nessuno accetta i pagamenti con la carta: in ogni casetta di legno era presente un cartello “cash only/nur Bargeld“. Facciamo presente che, all’entrata di ogni mercatino era presente almeno un bancomat mobile, piazzato apposta. Inoltre, tutt’ora al Naschmarkt della capitale dell’ex-Impero Asburgico, sono in tantissimi ad accettare solo il pagamento in contante. A Trieste e nel Nord Italia, invece, nonostante la nostra completa disponibilità verso i negozianti di andare a prelevare ad un bancomat, questi ci mettevano il pos davanti, intimoriti che potessimo scappare o chissà che cosa.

Si è potuto inoltre osservare che l’Unione Europea sta accelerando sull’introduzione del “portafoglio digitale”, che conterrà non solo il denaro elettronico, ma anche la carta d’identitá, la patente e la tessera sanitaria.

Spot propagandistico dell’EU digital wallet.

Nessuno (tranne i “complottisti”) va a pensare che con un semplice click possano toglierti denaro, documenti, servizio sanitario e permesso di guida, il tutto magari perché qualcuno possa scrivere un commento su Facebook, Instagram o Twitter “non conforme agli standard”.

Un altro video che spiega la pericolosità della sparizione del contante è questo.

Verso il controllo totale.

Raccomandazione: tenete la guardia alta; prelevate il più possibile al bancomat; pagate in contanti.

(1) Gli obiettivi dell’Agenda 2030 e del Grande Reset sono stati spiegati bene da Patrick DeWatt nel suo video “La grande scommessa: WWIII – Reset – Reddito universale“.

Germania: piano per congelare i conti bancari dei dissidenti

Dal canale Telegram Orwellian Dystopia.

Traduzione dall’articolo in inglese.

Il governo tedesco ha annunciato un piano per prendere di mira i conti bancari delle persone che donano denaro a gruppi e cause ritenuti “estremisti di destra”.

Il ministro degli Interni tedesco, Nancy Faeser, ha annunciato questa settimana una serie di misure, che i critici ritengono essere un tentativo diretto di frenare la popolarità del partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD).

Una di queste misure, come riportato da Jurist, è il blocco dei conti bancari di coloro che vengono trovati ad aver donato denaro a qualsiasi gruppo che il governo dichiara essere “di estrema destra”.

Un’altra delle misure è la creazione di un’unità speciale chiamata “unità di riconoscimento precoce” che “individuerà campagne di disinformazione di estrema destra”, identificherà “campagne di disinformazione” e “taglierà i loro modelli di finanziamento”.

Faeser ha dichiarato che “Nessuno che dona a un partito di estrema destra dovrebbe rimanere indisturbato”, aggiungendo “Coloro che deridono lo Stato devono fare i conti con uno Stato forte”.

Il ministro ha inoltre proclamato che “Il Bundestag tedesco dovrebbe approvare rapidamente la legge”, al fine di “combattere l’odio su Internet… rimuovere nemici della Costituzione dal servizio pubblico (e) disarmare gli estremisti di destra”.

Fonte: https://modernity.news/2024/02/18/government-floats-plan-to-freeze-bank-accounts-of-right-wing-extremists-in-germany/

Insomma, un provvedimento in vero stile da credito sociale cinese, ispirato alla DDR, millantato come democratico. Non siamo affatto simpatizzanti di AfD, come avevamo già scritto in un nostro precedente articolo, ma non possiamo esimerci dall’evidenziare l’ipocrisia e la deriva di una falsa sinistra liberal-rosé, che ha preso i lati peggiori del marxismo, del nazionalsocialismo e del capitalismo, per poi arrivare al risultato che vediamo. Tuttavia, siamo fiduciosi che, come in Canada il blocco dei conti correnti dei camionisti è stato condannato dalla corte suprema nazionale, così questa deriva verrà sconfitta.

Dalla pandemia alla moneta digitale, l’avvento di un nuovo feudalesimo.

Sequenza di cinguettî (o “thread” nel gergo di Twitter) della giornalista Martina Pastorelli sulle cause che hanno spinto le élites a provocare l’emergenza sanitaria e sul loro fine ultimo: la creazione di un sistema neo-feudale.

A simili conclusioni, spiegate con lunghi ma razionali ragionamenti, è arrivato il consulente finanziario e videoblogger Patrizio Messina (Patrick DeWatt). Sotto, una sua diretta dal canale “Investire da zero“, di cui consigliamo la visualizzazione, magari in più sessioni.

https://www.youtube.com/live/C0SU-gyyJnk?feature=share

Banca del tempo ad Ardauli, Sardegna

Segnaliamo una bella iniziativa dalla nostra terra natìa, la Sardegna, che ci auguriamo abbia successo: un progetto sperimentale di banca del tempo ad Ardauli, piccolo comune dell’entroterra sardo, anche esso, purtroppo, vittima dello spopolamento.

Dall’articolo di Alessia Orbana per l’Unione Sarda.

Ad Ardauli arriva il progetto sperimentale della Banca del Tempo

Al suo interno non si deposita denaro ma la disponibilità a scambiare servizi con gli altri aderenti all’istituto di credito.

Il tempo si candida a diventare il protagonista assoluto dell’innovativo progetto che l’Amministrazione comunale di Ardauli si appresta a condividere. Nei prossimi mesi sarà infatti avviata la Banca del tempo, un istituto di credito un po’ particolare. Non si deposita infatti denaro e non si riscuotono interessi, ma la disponibilità a scambiare servizi con gli altri aderenti all’iniziativa utilizzando il tempo come unità di misura degli scambi. 

Ad ognuno degli aderenti viene intestato un regolare conto corrente-tempo e viene consegnato un libretto di assegni-tempo. Unico obbligo è il pareggio. Un progetto al momento nella fase embrionale, quella dello studio dei bisogni della comunità ardaulese e delle disponibilità. Con la Banca del Tempo si punta a riorganizzare la rete di reciproco aiuto tipica dei rapporti di buon vicinato.  L’idea non è nuova, risale agli anni Novanta con il termine coniato a Parma ma arrivato alla ribalta delle cronache nazionali grazie alla sperimentazione portata avanti da un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna.

Ad oggi  in tutta Italia sono oltre 220 le Banche attive e in corso di progettazione-sperimentazione. «Partecipando alla Banca del Tempo si ottengono prestazioni che permettono di soddisfare piccoli bisogni immediati, ma il risultato più ampio e duraturo consiste nella ricostruzione di reti sociali e solidali sul territorio», sottolineano dal Comune. E la sindaca Tina Fadda aggiunge: «La Banca del tempo è un progetto inserito nel nostro programma elettorale. Ora parte in via sperimentale con le attività di rilevazione dei bisogni e delle risorse presenti nella comunità. È un progetto di aggregazione ed integrazione di cittadini di tutte le età, per ridurre l’isolamento e rafforzare il tessuto  solidale. È vicino alle nostre tradizioni di scambio lavorativo come andare a cambios detto anche azzudu torrau. Rappresenta una vera e propria banca dove la moneta di scambio è  il tempo, l’obiettivo è attivare le relazioni tra le persone, creare e rafforzare le reti di solidarietà, quelli che un tempo erano rappresentati di rapporti di vicinato».

Non un progetto di volontariato ma un’iniziativa dove ogni scambio accende debiti e crediti in tempo nei confronti della Banca, non del singolo interessato. Ciò significa che il credito registrato nel conto corrente di chi ha offerto la prestazione non dovrà necessariamente essere “speso” nei confronti della stessa persona, ma nei confronti di qualsiasi aderente. Allo stesso modo si potrà rientrare dal debito offrendo prestazioni ad altri associati.  Altra caratteristica è data dal fatto che  tutti gli aderenti sono uguali tra loro.

Un’ora è sempre un’ora indipendentemente dall’età, dalla scolarità, dal ceto sociale di chi l’ha scambiata ed indipendentemente dal tipo di prestazione offerta/domandata.  Chi si iscrive alla Banca del Tempo definisce le prestazioni che intende offrire, indicando anche quelle di cui pensa di avere bisogno. «La lista è indicativa, ma rappresenta un punto di partenza per dar vita a richieste ed offerte. Definire bisogni e disponibilità permette di evidenziare fin da subito che lo scambio sta alla base dell’esperienza», proseguono dal Comune.

Le prestazioni scambiate dipendono dalle abilità, dalle disponibilità e dalla fantasia degli aderenti: dare un aiuto nello studio, a cucinare, ad imbottigliare il vino, a sbrigare pratiche e documenti, a scrivere una lettera, a fare commissioni, a fare piccole manutenzioni, a leggere ad alta voce, ad organizzare escursioni, a fare compagnia per fare degli esempi. Ma il punto fermo resta l’aspetto relazionale. Dalle esperienze esistenti si evince che le Banche del Tempo danno vita a reti di socialità agendo come antidoto contro la solitudine, permettono di allargare l’aiuto di vicinato oltre la stretta cerchia parentale, favoriscono l’inserimento sociale di persone senza rete di supporto familiare, favoriscono l’interculturalità, i rapporti tra generazioni, permettono di soddisfare bisogni altrimenti non reperibili sul mercato.

Austria: rimosso l’obbligo di immunizzazione completa per l’assunzione in polizia.

Dalla canale Telegram di Gerald Markel: per essere assunti in polizia non sarà più necessario avere la completa immunizzazione contro il Covid-19, quindi nessuna terza, quarta o ennesima dose. Per chi in Polizia c’era già, non c’è mai stato l’obbligo con conseguente sospensione.

Schermata dal sito della Bundespolizei austriaca

Inoltre, l’amministratore delegato di Moderna ha dichiarato che l’azienda potrebbe essere costretta a buttare 30 milioni (!!) di dosi, perché non c’è domanda.

Questo, ovviamente, i media di regime non ve lo diranno mai, ma nemmeno i catastrofisti. Noi li salutiamo cordialmente entrambi.

Ancora dall’Austria, per i catastrofisti (fine Maggio 2022)

A meno di 48 ore dalla rimozione dell’obbligo dei dispositivi di protezione ffp2 in supermercati, farmacie e mezzi pubblici, non può mancare la solita tattica del “poliziotto buono-poliziotto cattivo” da parte dei governi corrotti ed eversivi. Che succede oggi?

Diversi profili su Twitter e Telegram di gente che seguiamo e stimiamo, come di consueto, o si lasciano trascinare dall’emozione e dalla paura, oppure rilanciano traduzioni improvvisate dal tedesco, senza averne dimostrato finora la padronanza.
Il premio questa volta è vinto dal Dottor Barbieri:

Leggendo il breve sunto, si potrebbe essere indotti a pensare che il famigerato marchio verde nella repubblica alpina potrà essere dato solamente a chi avrà fatto tre dosi del siero anti-covid. Peccato che non sia così: leggendo Der Standard, si evince che sarà ripristinata la regola del 3G (testati, guariti, vaccinati), quindi, che senso avrebbe imporre le tre dosi (tra l’altro senza più la distanza temporale), se continueranno a valere le altre due opzioni? Già così la notizia è fuorviante.

Altra contraddizione: Künftig sind für den Grünen Pass generell drei Impfungen nötig. Jede Genesung gilt weiterhin sechs Monate, sie ersetzt aber keine Impfung mehr. (Heute)

Cosa vuol dire ciò? In generale per il futuro saranno necessari tre vaccini. Ogni guarigione continuerà a valere 6 mesi, ma non rimpiazzerà più l’iniezione.

Non so a voi, ma a noi ci sembra che questa frase sia stata scritta in fretta e furia, da parte dei passacarte del ministero della sanità di Vienna. Se saranno accettate solo le tre dosi, perché scrivere che la guarigione continuerà a valere? Per cosa, poi? Non lo sanno nemmeno loro, semplicemente, ad oggi, vogliono continuare a gettare panico e a fare terrorismo mediatico.

Altro dettaglio non indifferente: il quotidiano menzionato Heute si vanta del rilancio della notizia, ma in mezzo all’articolo è scritto in maniera chiara che si tratta di una bozza di una futura ordinanza (“Heute” liegt aber nun ein Entwurf der neuen Verordnung vor und die Details haben es in sich.).

Di qui è dimostrata la nostra tesi e, in base a ciò, siamo ora sicuri che arriveranno i cani da guardia del catastrofismo e dell’angoscia perenne, tra i quali, purtroppo, ci sono persone che alle spalle hanno una preparazione filosofica, culturale e spirituale, ma, ahinoi e ahiloro, al momento della verità, ripongono tutte le letture, le intuizioni e le meditazioni nel cassetto. Ebbene, potete dirci quello che volete, ma noi non siamo promotori della linea “sta per crollare tutto”, proprio zero. Siamo solo convinti che tutto quello che sta succedendo sia, purtroppo, un male necessario.

Un consiglio sincero: staccatevi dal cellulare, dalle piattaforme in rete, dalle notizie. Fatevi una passeggiata, cambiate letture (per esempio, Dostoevskij, Sun-Tsu, Machiavelli), riscoprite la musica classica o quella che ascoltavate 20-30 anni fa (a seconda dell’età vostra) oppure, se proprio non riuscite a staccarvi da YouTube, seguite dei corsi gratuiti per imparare un lavoro manuale: vi tornerà utile nei prossimi mesi, perché soprattutto voi catastrofisti sapete meglio di noi cosa ci aspetta.

Ultimo, ma non meno importante: ascoltate il prossimo e smettete di scrivere in maniera compulsiva su Facebook, Twitter, Telegram. State buttando via il vostro prezioso tempo.