Il Nuovo Codice della Strada: Un Attacco alla Libertà?

Il nuovo Codice della Strada, approvato lo scorso novembre 2024, ha sollevato numerose polemiche. Pubblicizzato soprattutto dal Ministro delle Infrastrutture Salvini, questo provvedimento viene percepito da molti come un ulteriore passo verso la limitazione della libertà personale.

Le Restrizioni alla Mobilità

Negli ultimi anni, politici e governi stanno implementando misure sempre più restrittive per limitare l’uso dell’automobile, giustificandole con l’impatto ambientale e la riduzione delle emissioni di CO2. Un esempio è l’introduzione compulsiva del limite di 30 km/h, che ha trovato a Bologna una delle sue massime espressioni. Questo provvedimento si inserisce nel più ampio progetto della città da 15 minuti”, di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo.

https://twitter.com/boni_castellane/status/1749377291061223750

L’IT Wallet e l’Euro Digitale: Controllo o Innovazione?

Un altro provvedimento discusso è l’introduzione dell’IT Wallet, un’applicazione che raccoglierà digitalmente tutti i documenti personali, tra cui patente, carta d’identità, passaporto, codice fiscale e tessera sanitaria. Sebbene presentato come un’innovazione tecnologica, molti temono che possa diventare uno strumento di controllo sociale.

Parallelamente, si discute l’introduzione dell’Euro Digitale, che inizialmente potrebbe essere incentivato con agevolazioni, ma che in futuro potrebbe trasformarsi in una moneta “a scadenza”. Patrick DeWatt ne ha parlato in dettaglio in una sua diretta.

L’obiettivo finale sembra essere l’abolizione totale del contante, giustificata con motivazioni ecologiche e di lotta all’evasione fiscale.

Arresto per Guida in Stato di Ebbrezza: Una Misura Eccessiva?

Il nuovo Codice della Strada introduce l’arresto per tassi alcolemici superiori a 0,5. Tuttavia, vi sono situazioni in cui si potrebbe risultare positivi anche solo per aver utilizzato un collutorio o uno sciroppo a base di propoli.

L’avvocato Fusillo ha espresso un’opinione critica su questa normativa, sostenendo che è necessario opporsi con mezzi civili a queste restrizioni eccessive.

Sebbene la sicurezza stradale sia un obiettivo legittimo, ci si chiede perché il tentativo di truffa non sia punito in modo analogo. Il nostro ordinamento punisce solo la truffa consumata, mentre si penalizza chi guida con un tasso alcolemico lievemente superiore al limite consentito, anche in assenza di danni.

Conclusione

Mentre il nuovo Codice della Strada continua a far discutere, migliaia di ricorsi sono stati già presentati. Per chi si sente insoddisfatto delle attuali politiche, il consiglio è di partecipare attivamente alle prossime elezioni, scegliendo il male minore per contrastare provvedimenti percepiti come eccessivamente restrittivi.

Limite di velocità a 30 kmh: La verità su Londra

Riportiamo le ottime considerazioni e investigazioni di Chance il Giardiniere, profilo Twitter/X molto ben informato, sugli effetti (inutili e ovvi) del limite di 30 km/h a Londra.

Visto che i Mass Media ci stanno facendo il lavaggio al cervello e Bologna sta facendo da cavia, ci auguriamo che il nostro articolo possa risvegliare qualche coscienza.

NOTA: mettiamo tutte le schermate dei cinguettii, per timore che Chance il Giardiniere venga bloccato. All’inizio metteremo comunque il Tweet madre.

Città da 15 minuti, passo dopo passo.

Riportiamo le riflessioni del sindacalista Gavino Sanna su Twitter (anzi X).

“LOTTA DI CLASSE TRAVESTITA DA AMBIENTALISMO (post lunghetto per quanto abbia cercato di sintetizzare)

Il susseguirsi di norme UE sempre più restrittive sulla circolazione veicoli è una delle tante facce dell’accelerazione della lotta di classe che le élite conducono contro le masse.

Le politiche di austerità sono risultate particolarmente odiose, hanno ulteriormente depresso l’economia e chi le ho portate avanti (v. governo Monti) è stato sonoramente bocciato alle elezioni, era necessario continuare l’opera sotto una veste più subdola.

Come si possa pensare che la rottamazione di una vettura funzionante (e che al momento in cui è stata acquistata aveva magari una tecnologia avanzata) sia ecologico è un mistero. Le prime norne comunitarie a tutela ambiente (anni 70) fissarono standard minimi per l’omologazione veicoli. Migliori tecnologie comportarono aumento dei costi ma anni 70 e 80 furono periodo di motorizzazione di massa, quasi ogni famiglia poteva permettersi di acquistare un’auto (v. andamento quota salari e PIL).

Il salto di qualità arriva negli anni 90, si passa da divieto di omologazione (cioè produzione) al divieto di circolazione, mettendo in atto un vero e proprio esproprio per obsolescenza legale.

Obbligare chi se lo può permettere a cambiare macchina ogni tot anni è un modo curioso di tutelare l’ambiente, buon senso direbbe che una volta comprata più dura e meglio è, posto che la produzione di veicoli nuovi e smaltimento vecchi ha alto impatto ambientale.

Però se chi non si può permettere un’auto nuova si limiterà a sottoutilizzare o rottamare la vecchia il sistema avrà successo: meno macchine e traffico più snello per i ricchi, mezzi pubblici, bicicletta o a piedi per gli altri. Un bel ritorno al passato, quando un diritto fondamentale come quello alla mobilità era pieno appannaggio di pochi privilegiati.

In questa vicenda spiccano due soggetti, il primo per ipocrisia il secondo per idiozia.
L’Unione Europea che ama presentarsi come grande promotrice dei diritti dei consumatori e proprio in questo periodo si vanta  di proteggerli dalla cosiddetta obsolescenza programmata: odioso fenomeno per cui alcune aziende progettano beni durevoli per durare poco, così possono venderne di nuovi. Che bastardi, come quelli che ti costringono a cambiare macchina perché la vecchia non può circolare.

I cd eco-socialisti, personaggi che promuovono una visione ideale dell’ambientalismo che dovrebbe portare a giustizia sociale e riduzione diseguaglianze. Mera utopia in un sistema che procede sempre più veloce nella direzione opposta anche grazie alle politiche ambientali, spinto da istituzioni sovranazionali che loro non mettono in discussione in alcun modo.”

A seguire, il sempre ottimo avvocato Alessandro Fusillo.

Infine, un articolo inoppugnabile di Nicola Porro sulle deliranti e liberticide misure di limite alla circolazione delle auto in Piemonte.

Buona lettura.