Il governo tedesco ha annunciato un piano per prendere di mira i conti bancari delle persone che donano denaro a gruppi e cause ritenuti “estremisti di destra”.
Il ministro degli Interni tedesco, Nancy Faeser, ha annunciato questa settimana una serie di misure, che i critici ritengono essere un tentativo diretto di frenare la popolarità del partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD).
Una di queste misure, come riportato da Jurist, è il blocco dei conti bancari di coloro che vengono trovati ad aver donato denaro a qualsiasi gruppo che il governo dichiara essere “di estrema destra”.
Un’altra delle misure è la creazione di un’unità speciale chiamata “unità di riconoscimento precoce” che “individuerà campagne di disinformazione di estrema destra”, identificherà “campagne di disinformazione” e “taglierà i loro modelli di finanziamento”.
Faeser ha dichiarato che “Nessuno che dona a un partito di estrema destra dovrebbe rimanere indisturbato”, aggiungendo “Coloro che deridono lo Stato devono fare i conti con uno Stato forte”.
Il ministro ha inoltre proclamato che “Il Bundestag tedesco dovrebbe approvare rapidamente la legge”, al fine di “combattere l’odio su Internet… rimuovere nemici della Costituzione dal servizio pubblico (e) disarmare gli estremisti di destra”.
Insomma, un provvedimento in vero stile da credito sociale cinese, ispirato alla DDR, millantato come democratico. Non siamo affatto simpatizzanti di AfD, come avevamo già scritto in un nostro precedente articolo, ma non possiamo esimerci dall’evidenziare l’ipocrisia e la deriva di una falsa sinistra liberal-rosé, che ha preso i lati peggiori del marxismo, del nazionalsocialismo e del capitalismo, per poi arrivare al risultato che vediamo. Tuttavia, siamo fiduciosi che, come in Canada il blocco dei conti correnti dei camionisti è stato condannato dalla corte suprema nazionale, così questa deriva verrà sconfitta.
Riportiamo le ottime considerazioni e investigazioni di Chance il Giardiniere, profilo Twitter/X molto ben informato, sugli effetti (inutili e ovvi) del limite di 30 km/h a Londra.
Visto che i Mass Media ci stanno facendo il lavaggio al cervello e Bologna sta facendo da cavia, ci auguriamo che il nostro articolo possa risvegliare qualche coscienza.
NOTA: mettiamo tutte le schermate dei cinguettii, per timore che Chance il Giardiniere venga bloccato. All’inizio metteremo comunque il Tweet madre.
1. Come funziona la FRODE nello "studio" sulla riduzione dei morti negli incidenti a Londra con i 30 km/h, citato come la Bibbia dalla Gabanelli, l'acuta investigatrice di Mentana. Ovviamente un propagandista l'errore non lo cerca e non lo trova.
A chi ha seguito un poco le vicende politiche Oltralpe, non saranno sfuggite le manifestazioni di piazza, svoltesi principalmente in Germania, contro la crescita del consenso dei cosiddetti “movimenti di estrema destra”, ovvero Alternative für Deutschland in Germania, il FPÖ in Austria, il PVV di Geert Wilders in Olanda, il Fidesz di Viktor Orbán in Ungheria, e via dicendo.
Questa crescita dei consensi verso determinati partiti ultraconservatori, comunque di matrice neoliberale (Alice Weidel ha lavorato per Goldman Sachs) è conseguenza non solo della forte crisi economica che attanaglia gli Stati del Nord Europa (rimandiamo per approfondimenti alle previsioni dell’ottimo Patrizio Messina nel suo canale Rumble), ma anche di una massiccia immigrazione, prevalente dai Paesi del Nord Africa, dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente, con persone in stragrande maggioranza di sesso maschile, apparentemente in buono stato di salute e in età militare.
Non è nostra intenzione entrare in determinati dettagli, tra l’altro ben noti nel mondo della controinformazione, come per esempio sulla sostituzione etnica e sul piano Kalergi, bensì vogliamo mettere in evidenza la figura di un attivista politico ben noto nei Paesi germanofoni e meno noto in Italia e nel Sud Europa: Martin Sellner.
Martin Sellner
Chi è questo personaggio? Il blog Barbadillo offre una sua descrizione e, ovviamente, del suo pensiero. Ci balza nell’occhio che il pensatore di destra stia per pubblicare un libro, al momento disponibile solo in lingua tedesca, dal titolo “Remigrazione, una proposta” (Remigration, ein Vorschlag).
Nelle settimane precedenti siamo andati a leggere un articolo scritto dallo stesso Sellner, di cui riporteremo la traduzione a breve, e abbiamo tradotto come segue la definizione della parola Remigrazione:
“La Remigrazione è un insieme di misure politiche per invertire i flussi migratori, al fine di garantire a lungo termine la maggioranza della popolazione autoctona e prevenire la trasformazione del paese in uno stato multietnico”.
Sebbene noi che scriviamo non siamo affatto contrari alla difesa delle singole tradizioni e culture, ci lascia perplessi il fatto che Sellner nel suo articolo (ma attendiamo di leggere il suo libro per essere smentiti!) parli poco o nulla di difesa delle tradizioni religiose. Anzi, l’unica religione di cui parla è l’Islam, ma in concezione negativa a senso unico, quasi come se fosse la causa prima, il primo motore immobile del tramonto dell’occidente.
Nessun cenno nell’articolo all’intellettuale tedesco Novalis e alla “Cristianità Europa”: ci parrebbe strano che non lo abbia letto, per cui vorremmo chiedere al Sellner perché non lo cita.
Vogliamo inoltre far presente che il Corano e la teologia islamica venerano Maria e Gesù e la Verginità di Maria è un dogma.
Insomma, ci parrebbe, ma potremmo essere ovviamente in errore, che codesti gruppi identitari siano comunque manovrati dal grande capitale internazionale e dalla criptopolitica, o forse da una parte delle élites in rotta di collisione con la parte nemica, ovviamente globalista, internazionalista e tecnocrate.
Il periodo in cui le nuove destre identitarie e neoliberali stanno per andare al potere sembra molto vicino, anche perché le sinistre globaliste sembrano ormai far di tutto per perdere (quasi a farlo apposta!), per cui ci leveremo la curiosità di vedere cosa faranno e cosa saranno in grado di fare i movimenti identitarii una volta preso il potere: che siano anche loro una sorta di falsi cristi? Ce lo diranno gli anni venturi.
Cos’è la Remigrazione?
Remigrazione è una parola ormai sulla bocca di tutti (nei Paesigermanofoni, ndr), ma cosa si cela dietro questo termine? Il pioniere di questa definizione, il pubblicista e attivista identitario Martin Sellner, spiega nei suoi scritti i principi di questoconcetto. Egli chiarisce cosa intenda con ciò, e cosa no.
La Remigrazione è sulla bocca di tutti. Il termine appare su striscioni, diventa una tendenza su Twitter ed è utilizzato sia dalla FPÖ che dai politici di spicco dell’AfD. Comenel caso di “sostituzione della popolazione”, “Fortezza Europa” e “cambiamento demografico causato dall’uomo”, stiamo vivendo in tempo reale una “carrierametapolitica” [1] . Il termine si sposta dallo spazio pre-politico dei movimenti identitarî e dellateoria alla destra politica e all’opinione pubblica alternativa. Da lì, influenzerà l’interasocietà. Ciò che esattamente si intende con Remigrazione diventerà oggetto di un dibattitocontinuo all’interno della destra (attualmente sta nascendo un piccolo libro sull’argomento).Tuttavia, è ora di fornire una base per il dibattito.
La Remigrazione non è tutto Inizio con una definizione operativa: “La Remigrazione è un insieme di misure politiche perinvertire i flussi migratori, al fine di garantire a lungo termine la maggioranza dellapopolazione autoctona e prevenire la trasformazione del paese in uno stato multietnico”. Tuttavia, la Remigrazione non può essere considerata separatamente da un ampioconcetto politico di destra. Nel “Piano a 5 Punti” del movimento civico “Gli Austriaci” èstato presentato un tale piano. Si compone di due pilastri: una politica demografica e identitaria alternativa. Quest’ultima è ora richiesta anche dall’AfD (vedi Dichiarazione diPotsdam) ed è indispensabile per un vero cambiamento. Gli identitari chiedono sempre lacostruzione di una cultura guida positiva e il superamento del culto della colpa. Inoltre,deve essere sviluppato un concetto scientificamente corretto di popolo etnico-culturale. Possiamo sopravvivere come popolo solo se sappiamo chi siamo e come vogliamosopravvivere come popolo. La Remigrazione è un aspetto della politica migratoria edemografica alternativa. Oltre a un modello innovativo di migrazione basato su quote nazionali e a una riforma del diritto d’asilo e della cittadinanza, include anche misure asostegno della famiglia. Questo contesto non deve essere trascurato, anche quando sisottolinea la necessità di deportazioni.
L’obiettivo della Remigrazione
Il “come” della Remigrazione si capisce meglio partendo dal suo obiettivo. L’obiettivoprincipale della destra è la salvaguardia dell’identità etnico-culturale. La sua minacciamaggiore oggi è la sostituzione della popolazione attraverso la migrazione di sostituzione.La politica alternativa della popolazione e della migrazione vuole scongiurare questopericolo, tra le altre cose attraverso la Remigrazione.
Siamo specifici e chiariremo chi sarebbe interessato a una politica diRemigrazione.
La politica di Remigrazione tratta tre gruppi diversi:
Richiedenti asilo illegali e tollerati
Gruppi problematici legalmente presenti ma non assimilati, senza cittadinanza
Società parallele già naturalizzate ma non assimilate
Milioni di ritorni a casa
Il primo gruppo deve essere riportato ai propri paesi o trasferito in zone di transitoappositamente create nel contesto di una riforma del maltrattato diritto d’asilo entro unperiodo di cinque a sette anni. Le basi giuridiche sono già pronte o devono essere create politicamente. Dove l’UE e il diritto internazionale vincolano lo Stato nazionale e locostringono de facto a osservare la sostituzione della popolazione, i relativi contrattidevono essere sospesi, rescissi o ignorati, come fanno già Polonia e Ungheria. L’asilo dovrebbe essere temporaneo solo per i perseguitati politici dei paesi confinanti. Non puòessere accettabile che l’immigrazione illegale di massa in Europa sia possibile senzaproblemi, mentre le riammissioni di massa legali sono costantemente sabotate. Nessunaltro se non Angela Merkel può essere considerato una fonte di ispirazione per ciò. Nel2017, ha chiesto uno “sforzo nazionale” per la deportazione di massa degli illegali.
Porte girevoli anziché strada a senso unico
Gli stranieri e i cittadini con doppio passaporto che vivono qui a causa di basi legalidiverse dalla legge sull’asilo, ma che non sono assimilati e sono un peso per il paese,dovrebbero vivere a lungo anche lì dove il loro cuore è già. Entro un periodo di 15-20 anni, le loro autorizzazioni di soggiorno scadono o non vengono rinnovate. L’obiettivo non è unaconsolidazione della permanenza, ma il ritorno a casa. Ciò dimostra che la migrazione inEuropa non è una “strada a senso unico”, ma può anche essere una “porta girevole”. Giàa livello nazionale e europeo, esistono iniziative per la cosiddetta “circularità” della migrazione e del rimpatrio. Queste iniziative devono essere notevolmente ampliate.
Inversione delle valvole Il terzo gruppo è quello che viene spesso mirato dai critici della Remigrazione. LaRemigrazione non significa privare della cittadinanza sulla base di marcatori biologici. Questi “uomini di paglia” del lobby migratoria dovrebbero impedire un dibattito serio. Il fatto è che la nostra generazione ha ereditato un’errata politica migratoria e dinaturalizzazione. Milioni di persone che non si identificano con questo paese sono stateerroneamente assimilate e strumentalizzate come cittadini. La Remigrazione vuolefermare, in un primo momento, la crescita delle società parallele non assimilate attraversola prevenzione della migrazione a catena e una radicale riforma del diritto di cittadinanza esociale. Una politica di cultura guida e la deislamizzazione; una lotta coerente contro lacriminalità dei clan (come richiesto di recente da Faeser) e l’abuso sociale generano unapressione di assimilazione e Remigrazione. Naturalmente non ci saranno “cittadini diseconda classe” o addirittura espulsioni di cittadini tedeschi, come affermano maliziosi critici. Oltre a questa eliminazione dei “fattori di attrazione”, gli incentivi finanziariall’emigrazione creano “fattori di spinta”. L’aiuto sul posto e la creazione di zone di transitoattraenti nei paesi africani possono inoltre fornire un “fattore di attrazione extraeuropeo”che aumenta il tasso di emigrazione. Tutto questo segue, come descritto nel “Piano a 5Punti”, un concetto completo di quote di migrazione e Remigrazione, in base ai tassi di assimilazione e alle esperienze con i vari gruppi di migranti. Queste misure, ovviamente,non avranno effetto in pochi anni, ma sono progettate su un periodo di oltre 30 anni.L’inversione delle valvole di migrazione attraverso la prevenzione della migrazioneindesiderata e la promozione dell’emigrazione desiderata mostrerà a lungo termine in ognicaso il suo effetto.
Il fattore economico Dal punto di vista logistico, la Remigrazione non è un problema. Che la sicurezza dellenostre frontiere e il rimpatrio degli illegali siano logisticamente possibili, è ovvio e non deve essere calcolato qui. Come ha mostrato uno studio danese, la maggior parte degli immigrati sostitutivi porta più costi che benefici. Paesi come il Giappone dimostrano cheanche come nazione industrializzata invecchiante si può sopravvivere economicamentesenza sostituzione della popolazione. In effetti, una politica di Remigrazione allevierebbenotevolmente molti problemi, dalla selvicoltura alla penuria di case. La riduzionedell’immigrazione e l’aumento della sicurezza attraverso il ritorno degli afro-arabi stimolerebbero anche gli autoctoni a avere più figli. Naturalmente, rinunciare allamigrazione di sostituzione e cambiare la politica demografica potrebbe rappresentare sfideeconomiche e sociali a breve e medio termine per il paese. A lungo termine, tuttavia, èl’unico modo per salvare prosperità, sicurezza, democrazia e identità. Dobbiamo considerarlo un investimento prezioso.
Remigrazione – solo flotte aeree? La remigrazione è moralmente giustificata, logisticamente possibile, giuridicamente fondata e attuabile nello stato di diritto e con dignità. Non significa né guerra civile néviolenza, ma impedisce proprio questo, poiché interrompe la brutale trasformazione versouno stato multietnico instabile. Non è antidemocratica, ma l’unico mezzo per salvare ilfondamento della democrazia, il popolo come comunità solidale e di voto. Un certo grado di migrazione e assimilazione esiste storicamente quasi sempre e in quasi ogni stato.Tuttavia, lo scambio di popolazione e la migrazione sostitutiva hanno perso ogni misura.La remigrazione rappresenta invece il ritorno alla normalità e alla giustizia. Attualmente,l’idea della migrazione come “rivincita” e “punizione” per criminali e parassiti socialiprevale comprensibilmente. Si diffondono meme riguardanti “flotte di aerei”. È importante considerare la remigrazione anche come un’opportunità e un ritorno a uncoesistere dignitoso e rispettoso tra i popoli. La migrazione sostitutiva è il risultato di dueproblemi: la povertà infantile in Europa e la mancanza di prospettive nel Terzo Mondo.
Invece di risolvere questi problemi, la politica migratoria li amplifica, creando ulteriorifocolai sociali. Solo quando i giovani afroarabi capiranno che un viaggio in Europa non èuna “scorciatoia” per una vita prospera, potrà iniziare una costruzione sostenibile e seriadei loro paesi, che sicuramente supporteranno gli europei. Ad esempio, la formazione offerta nelle zone di transito e nei centri di espulsione potrebbe stimolare lo sviluppo deipaesi d’origine. L’importazione come capitale umano, seguita dalla ghettizzazione e dallamiseria nella palude urbana di droga e criminalità, non è benefica oggettivamente per lagiovane popolazione afroaraba immigrata, anche se lo desiderano soggettivamente. La remigrazione si inserisce quindi anche nella visione di un ordine mondiale multipolare, piùgiusto (non egalitario). Il vero nemico di una politica di remigrazione è il costante flusso inaumento di merci, denaro, dati e persone che erode gli ordinamenti consolidati, non ilsingolo migrante. Cosa fare? Finché le maggioranze politiche di autoctoni e assimilati supportano numericamente una politica di remigrazione, questa rimane fattibile. Ma prima che la remigrazione diventipoliticamente fattibile, deve essere socialmente accettabile. Qui, i defaitisti e gliopportunisti che hanno già abbandonato il nostro popolo e ritengono la remigrazione“troppo estrema” sono tanto dannosi quanto i puristi fondamentalisti che danneggiano con richieste irrealistiche ciò che è realmente realizzabile. Al contrario, occorre normalizzare erendere popolari richieste apparentemente estreme mediante provocazioni accettabili. Ciòviene già realizzato mediante la ripetizione e l’ancoraggio del termine nellaconsapevolezza. Proprio ora, mentre soluzioni superficiali e parziali come la lotta contro “la follia dell’asilo”, la “criminalità di clan” o “l’immigrazione illegale” sono sostenute persino dall’Ampel, FPÖ e AfD potrebbero avanzare con la remigrazione come “caratteristica distintiva”.L’ancoraggio con fatti è altrettanto importante quanto la creazione di una visione plastica eentusiasmante. Come cambierebbe il paese con una politica di remigrazione? Diventerebbe più vivibile, sicuro, bello, tranquillo, efficiente, solidale, sociale, normale e piùtedesco. Così si riassume l’idea principale della remigrazione: tra 30 anni la Germaniasarà più tedesca di oggi. Lo stesso vale per l’Austria, la Francia, la Svizzera e l’Italia.
La remigrazione dovrà essere il termine dominante per l’Europa nel XXI secolo o l’Europanon esisterà più.
[1] Termine originale: metapolitische Themenkarriere
Non contenti degli oltre due anni di una dittatura sanitaria imposta per mezzo del COVID19 e di un’arma chimica spacciata per “vaccino”, i cui effetti sono stati limitazioni delle libertà personale e lavorativa, le élites senza patria e con il principe di questo mondo come dio, stanno aprendo un nuovo capitolo di tentativo di distruzione dell’umanità, mediante una carestia programmata.
In cosa consiste tutto ciò? Nell’imposizione, mediante la famosa agenda green, di nuove tasse, balzelli sui carburanti, leggi apparentemente senza senso, e pressioni lobbistiche da parte di gruppi speculativi, tutti finalizzati a far crollare il settore agricolo e costringere i piccoli e medi imprenditori a chiudere baracca e burattini.
Se l’anno scorso avevamo potuto notare nei canali di informazione alternativi la rivolta degli agricoltori olandesi contro il governo Rutte, che si è mostrato per niente lontano dai livelli della Germania hitleriana, assieme alla polizia olandese, paragonabile alla Gestapo, nelle ultime settimane abbiamo potuto notare le proteste degli agricoltori tedeschi , ormai in pieno scontro col governo Scholz.
Ma cosa sta succedendo in Germania? In pratica, gli agricoltori si sono mobilitati in tutta la nazione contro le misure di austerità del governo, poiché temono possano lasciare il settore agricolo senza sostegno e costringere le aziende agricole a chiudere.
In Italia, purtroppo, non siamo messi molto meglio: benché il governo in carica stia provando a smarcarsi dalle politiche di imposizione della carne sintetica e degli insetti a tavola, come riportato dalla trasmissione “Fuori dal coro” di Mario Giordano, i grandi speculatori, in questo caso Morgan Stanley, hanno intenzione di sottrarre i terreni del vercellese ( e non solo quelli) da secoli dedicati al riso, per installare tonnellate di pannelli fotovoltaici. Non sarebbe male vedere un po’ più di carattere e coraggio da parte della nostra classe dirigente, solitamente più brava a parole che a fatti.
Un’ottima sintesi dell’agenda globalista del forum di Davos ce la fornisce l’eurodeputata Christina Anderson in una sua intervista.
L'eurodeputata Christina Anderson rivela la vera ragione dietro l'agenda verde:
“L’agenda verde è solo una parte del programma [globalista generale], che consiste nell’instaurare un regime totalitario in cui le persone siano sotto il controllo totale”.
Nota: in caso di rimozione dal video da Twitter, potete trovare il medesimo video su Telegram, canale “Video contro corrente”
Nonostante le notizie poco rassicuranti e la consapevolezza che le élites globaliste abbiano dichiarato guerra alle popolazioni, è importante far notare che sempre più persone stanno aprendo gli occhi, i globalisti stanno scoprendo ogni giorno che passa tutte le loro carte con una fretta impetuosa: in questo modo, il principio della “rana bollita” non può più funzionare e il consenso accumulato durante la dittatura sanitaria non può certamente essere eguagliato.
Trattasi di un processo che si svolge in Gran Bretagna, il quale potrebbe avere delle conseguenze devastanti per Bitcoin: in caso di vincita del sig.Wright, il quale afferma di essere Satoshi Nakamoto, i diritti sull’utilizzo del nome Bitcoin potrebbero non essere più utilizzabili sulle piattaforme di scambio. Il video va seguito molto attentamente e, per chi volesse saperne di più, Benetazzo consiglia non solo la lettura, ma lo studio degli atti del tribunale britannico. Chi vivrà, vedrà.
In data 15 Settembre 2023 è andato in onda questo video, dove il dott. Ferdinando Lunedi affermava quanto segue:
“il long Covid è correlato all’assunzione del vaccino… chi è vaccinato può avere il long covid… il vaccino complica l’infezione.. chi non è vaccinato difficilmente soffre di long covid….”
Prontamente è arrivata la “precisazione” attraverso un’intervista pubblicata sul sito del gruppo sanitario per cui lavora.
Fernando Lunedì specifica di essere convintamente vaccinato, che vaccino e presidi sanitari siano stati determinanti nel contrasto al covid e che – al contrario – il vaccino ha avuto un’azione curativa sui pazienti affetti da long covid.
Insomma, gli ordini professionali dimostrano per l’ennesima volta essere il braccio armato di uno Stato dispotico, assolutista, corrotto e antiscientifico, per cui ribadiamo ogni giorno che passa la convinzione che debbano essere tutti abrogati, non solo quelli medici.
Due note: ringraziamo il canale di Fiorangela Altamura per i suoi commenti sulla vicenda e segnaliamo che il sito WordPress ha stranamente impedito la pubblicazione del nostro video. Riproveremo, connettendola a Rumble o a qualche altra piattaforma libera, altrimenti rimane il link su Telegram.
Riportiamo le riflessioni del sindacalista Gavino Sanna su Twitter (anzi X).
“LOTTA DI CLASSE TRAVESTITA DA AMBIENTALISMO (post lunghetto per quanto abbia cercato di sintetizzare)
Il susseguirsi di norme UE sempre più restrittive sulla circolazione veicoli è una delle tante facce dell’accelerazione della lotta di classe che le élite conducono contro le masse.
Le politiche di austerità sono risultate particolarmente odiose, hanno ulteriormente depresso l’economia e chi le ho portate avanti (v. governo Monti) è stato sonoramente bocciato alle elezioni, era necessario continuare l’opera sotto una veste più subdola.
Come si possa pensare che la rottamazione di una vettura funzionante (e che al momento in cui è stata acquistata aveva magari una tecnologia avanzata) sia ecologico è un mistero. Le prime norne comunitarie a tutela ambiente (anni 70) fissarono standard minimi per l’omologazione veicoli. Migliori tecnologie comportarono aumento dei costi ma anni 70 e 80 furono periodo di motorizzazione di massa, quasi ogni famiglia poteva permettersi di acquistare un’auto (v. andamento quota salari e PIL).
Il salto di qualità arriva negli anni 90, si passa da divieto di omologazione (cioè produzione) al divieto di circolazione, mettendo in atto un vero e proprio esproprio per obsolescenza legale.
Obbligare chi se lo può permettere a cambiare macchina ogni tot anni è un modo curioso di tutelare l’ambiente, buon senso direbbe che una volta comprata più dura e meglio è, posto che la produzione di veicoli nuovi e smaltimento vecchi ha alto impatto ambientale.
Però se chi non si può permettere un’auto nuova si limiterà a sottoutilizzare o rottamare la vecchia il sistema avrà successo: meno macchine e traffico più snello per i ricchi, mezzi pubblici, bicicletta o a piedi per gli altri. Un bel ritorno al passato, quando un diritto fondamentale come quello alla mobilità era pieno appannaggio di pochi privilegiati.
In questa vicenda spiccano due soggetti, il primo per ipocrisia il secondo per idiozia. L’Unione Europea che ama presentarsi come grande promotrice dei diritti dei consumatori e proprio in questo periodo si vanta di proteggerli dalla cosiddetta obsolescenza programmata: odioso fenomeno per cui alcune aziende progettano beni durevoli per durare poco, così possono venderne di nuovi. Che bastardi, come quelli che ti costringono a cambiare macchina perché la vecchia non può circolare.
I cd eco-socialisti, personaggi che promuovono una visione ideale dell’ambientalismo che dovrebbe portare a giustizia sociale e riduzione diseguaglianze. Mera utopia in un sistema che procede sempre più veloce nella direzione opposta anche grazie alle politiche ambientali, spinto da istituzioni sovranazionali che loro non mettono in discussione in alcun modo.”
Condividiamo la veritiera riflessione dell’ottimo Boni Castellane, assieme ad un altro acuto commento.
E non a caso è partito pure lo spin contro gli affitti brevi turistici,con i quali i proprietari di seconde case nel Belpaese, invece di "possedere nulla ed essere felici" riescono a farci un farci un reddito sicuro, che permette loro di non doverle (s)vendere per troppe tasse…
Si sveglieranno gli italiani, popolo col più elevato risparmio privato in Europa, dicasi lo stesso per il patrimonio immobiliare, davanti al rischio concreto di confisca della vostra casa? Voi quanto siete disposti a perdere?
Che tu creda o no al cambiamento climatico e origine antropica ormai cambierà poco: si è messa in moto una macchina potentissima, nel giro di pochi anni cambierà la tua vita. Inizia a chiederti che prezzo sei disposto a pagare. Se la risposta è “Qualsiasi prezzo, anche la vita”…
Riportiamo una riflessione interessante del blogger Mauro Morosi, fervente eroe contro la dittatura sanitaria e il marchio verde, su Chat GPT e le sue possibili conseguenze. Buona lettura!