È recentissima la notizia dello studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT), secondo cui l’abbassamento dei limiti di velocità a 30 km/h nelle città aumenterebbe l’inquinamento, invece di diminuirlo. Ora, non vogliamo certamente sminuire il prestigio del MIT, ma è sufficiente aver studiato le basi dei motori endotermici per sapere che lo sforzo del motore non varia linearmente né con la velocità né col regime del motore.
In un nostro precedente articolo avevamo riportato come la città di Londra avesse diffuso dei falsi dati per far approvare all’opinione pubblica il limite dei 30 km/h in città.
In aggiunta a ciò, vogliamo riportare le dichiarazioni del co-fondatore di Greenpeace, Dr.Patrick Moore, sul cambiamento climatico in atto. Abbiamo trovato il video sul canale Telegram svizzero “Uncut-News“. Sotto riportiamo la traduzione dal tedesco dell’articolo, che sintetizza il video:
Patrick Moore, co-fondatore di Greenpeace (video non sottotitolato).
Moore: “Salviamo la vita sulla Terra aumentando il CO2”.
Dr. Patrick Moore, co-fondatore di Greenpeace: “Ci sono tre cose da sapere per capire che [la crisi climatica] è sbagliata”.
“Primo: Attualmente non fa troppo caldo. Ci troviamo in uno dei periodi più freddi della storia della Terra”.
“Secondo: Il livello di CO2 nell’atmosfera oggi è più basso rispetto alla maggior parte della storia della Terra”.
“Terzo: Dobbiamo capire da dove proviene tutto il CO2 che rilasciamo nell’atmosfera. Come arriva nei combustibili fossili? Attraverso le piante che lo assorbono dall’atmosfera e dagli oceani. Il plancton nel mare e la vegetazione sulla terra lo trasformano in carbone, petrolio e gas”.
“Stiamo quindi solo sostituendo il biossido di carbonio. Se non ci fosse abbastanza CO2 per le piante, moriremmo tutti. Stiamo portando il livello di CO2 a un livello molto migliore di quello precedente. Stiamo salvando la vita sulla Terra”.
L’ennesima testimonianza non di un oppositore ideologico, ma di un fondatore di una delle più importanti associazioni che propagandano una realtà distorta, mediante tecniche di manipolazione delle masse.
crediamo si sia raggiunta la (momentanea) vetta di propaganda ecologista, atta a rendere reale la ben nota Agenda 2030, di cui non elencheremo tutti i punti del programma; ci limiteremo a ricordare che l’obiettivo principale rimane quello di toglierci ogni tipo proprietà privata: dall’automobile alla nostra abitazione di proprietà (1), fino al denaro contante, prima ritenuto responsabile dai vari governi pro-UE della “evasione fiscale”, e adesso si è aggiunta la corresponsabilità nell’aumento delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera (sic!).
Si può notare nell’articolo menzionato l’utilizzo del sostantivo inglese “cashless” fino alla nausea, in modo da cancellare sempre di più il nostro vocabolario, quindi la nostra cultura, ormai depauperata dall’anticultura partita nel ’68, ma vogliamo far notare un’incoerenza del quotidiano: l’Italia sarebbe seconda solo dopo alla Germania per l’utilizzo del contante in Europa, ma se utilizzare il contante è da evasori, perché la stampa non attacca i tedeschi per un maggiore uso delle banconote rispetto a noi? Non dovrebbero essere loro i virtuosi, il modello da seguire?
Andiamo avanti. Si legge che “il 58% dei commercianti ha introdotto i pagamenti digitali per venire incontro alle richieste dei clienti“; possiamo supporre che tanto ha fatto la campagna mediatica contro “l’idraulico e il barista che non fanno la fattura” e che non accettano la carta per pagare il caffé, quindi sia per paura sia per evitare stress e litigi, gli esercenti hanno ceduto su questo fronte.
C’è però un dato che fa ben sperare nell’articolo: Interessante notare come la dipendenza dal contante e la percezione di sicurezza sia più pronunciata nelle regioni del Mezzogiorno. […] Questo suggerisce la presenza di forti divari Nord-Sud relativi all’accettazione e all’utilizzo del cashless.Oltre ai pregiudizi culturali, un altro ostacolo è rappresentato dalla cultura digitale diffusa tra gli esercenti. Il 60% giudica basso o molto basso il grado di raccolta e valorizzazione dei dati dei propri clienti, mentre il 26% non utilizza affatto il web per la propria attività. Inoltre, quasi il 50% dei rispondenti non ritiene di avere bisogno di competenze digitali avanzate.
In base a nostre testimonianze dai paesi germanofoni (non è nero tutto ciò che è scuro, così come non è oro tutto ciò che luccica), possiamo assicurare che ai mercatini di Natale di Vienna, nessuno accetta i pagamenti con la carta: in ogni casetta di legno era presente un cartello “cash only/nur Bargeld“. Facciamo presente che, all’entrata di ogni mercatino era presente almeno un bancomat mobile, piazzato apposta. Inoltre, tutt’ora al Naschmarkt della capitale dell’ex-Impero Asburgico, sono in tantissimi ad accettare solo il pagamento in contante. A Trieste e nel Nord Italia, invece, nonostante la nostra completa disponibilità verso i negozianti di andare a prelevare ad un bancomat, questi ci mettevano il pos davanti, intimoriti che potessimo scappare o chissà che cosa.
Si è potuto inoltre osservare che l’Unione Europea sta accelerando sull’introduzione del “portafoglio digitale”, che conterrà non solo il denaro elettronico, ma anche la carta d’identitá, la patente e la tessera sanitaria.
Spot propagandistico dell’EU digital wallet.
Nessuno (tranne i “complottisti”) va a pensare che con un semplice click possano toglierti denaro, documenti, servizio sanitario e permesso di guida, il tutto magari perché qualcuno possa scrivere un commento su Facebook, Instagram o Twitter “non conforme agli standard”.
Un altro video che spiega la pericolosità della sparizione del contante è questo.
Verso il controllo totale.
Raccomandazione: tenete la guardia alta; prelevate il più possibile al bancomat; pagate in contanti.
Riportiamo un video di uno dei principali esponenti del World Economic Forum e di Davos, Yuval Noah Harari, ricordiamo autore di libri come “Sapiens: Da animali a dèi”, “Homo Deus: Breve storia del futuro” e “21 lezioni per il XXI secolo”.
Harari con Christine Lagarde
Come possiamo ascoltare, Harari ipotizza un rimpiazzamento dei medici umani con altri guidati dall’intelligenza artificiale (androidi? Robot?). Non ci stupiremmo, se vedessimo alcune delle multinazionali sponsorizzanti (o sponsorizzate?) dal World Economic Forum proporre di creare robot medici o infermieri, con la scusa magari di aiutare i Paesi poveri dell’Africa, per combattere la piaga delle malattie e della povertà.
Il governo tedesco ha annunciato un piano per prendere di mira i conti bancari delle persone che donano denaro a gruppi e cause ritenuti “estremisti di destra”.
Il ministro degli Interni tedesco, Nancy Faeser, ha annunciato questa settimana una serie di misure, che i critici ritengono essere un tentativo diretto di frenare la popolarità del partito di opposizione di destra Alternativa per la Germania (AfD).
Una di queste misure, come riportato da Jurist, è il blocco dei conti bancari di coloro che vengono trovati ad aver donato denaro a qualsiasi gruppo che il governo dichiara essere “di estrema destra”.
Un’altra delle misure è la creazione di un’unità speciale chiamata “unità di riconoscimento precoce” che “individuerà campagne di disinformazione di estrema destra”, identificherà “campagne di disinformazione” e “taglierà i loro modelli di finanziamento”.
Faeser ha dichiarato che “Nessuno che dona a un partito di estrema destra dovrebbe rimanere indisturbato”, aggiungendo “Coloro che deridono lo Stato devono fare i conti con uno Stato forte”.
Il ministro ha inoltre proclamato che “Il Bundestag tedesco dovrebbe approvare rapidamente la legge”, al fine di “combattere l’odio su Internet… rimuovere nemici della Costituzione dal servizio pubblico (e) disarmare gli estremisti di destra”.
Insomma, un provvedimento in vero stile da credito sociale cinese, ispirato alla DDR, millantato come democratico. Non siamo affatto simpatizzanti di AfD, come avevamo già scritto in un nostro precedente articolo, ma non possiamo esimerci dall’evidenziare l’ipocrisia e la deriva di una falsa sinistra liberal-rosé, che ha preso i lati peggiori del marxismo, del nazionalsocialismo e del capitalismo, per poi arrivare al risultato che vediamo. Tuttavia, siamo fiduciosi che, come in Canada il blocco dei conti correnti dei camionisti è stato condannato dalla corte suprema nazionale, così questa deriva verrà sconfitta.
Riportiamo le ottime considerazioni e investigazioni di Chance il Giardiniere, profilo Twitter/X molto ben informato, sugli effetti (inutili e ovvi) del limite di 30 km/h a Londra.
Visto che i Mass Media ci stanno facendo il lavaggio al cervello e Bologna sta facendo da cavia, ci auguriamo che il nostro articolo possa risvegliare qualche coscienza.
NOTA: mettiamo tutte le schermate dei cinguettii, per timore che Chance il Giardiniere venga bloccato. All’inizio metteremo comunque il Tweet madre.
1. Come funziona la FRODE nello "studio" sulla riduzione dei morti negli incidenti a Londra con i 30 km/h, citato come la Bibbia dalla Gabanelli, l'acuta investigatrice di Mentana. Ovviamente un propagandista l'errore non lo cerca e non lo trova.
Non contenti degli oltre due anni di una dittatura sanitaria imposta per mezzo del COVID19 e di un’arma chimica spacciata per “vaccino”, i cui effetti sono stati limitazioni delle libertà personale e lavorativa, le élites senza patria e con il principe di questo mondo come dio, stanno aprendo un nuovo capitolo di tentativo di distruzione dell’umanità, mediante una carestia programmata.
In cosa consiste tutto ciò? Nell’imposizione, mediante la famosa agenda green, di nuove tasse, balzelli sui carburanti, leggi apparentemente senza senso, e pressioni lobbistiche da parte di gruppi speculativi, tutti finalizzati a far crollare il settore agricolo e costringere i piccoli e medi imprenditori a chiudere baracca e burattini.
Se l’anno scorso avevamo potuto notare nei canali di informazione alternativi la rivolta degli agricoltori olandesi contro il governo Rutte, che si è mostrato per niente lontano dai livelli della Germania hitleriana, assieme alla polizia olandese, paragonabile alla Gestapo, nelle ultime settimane abbiamo potuto notare le proteste degli agricoltori tedeschi , ormai in pieno scontro col governo Scholz.
Ma cosa sta succedendo in Germania? In pratica, gli agricoltori si sono mobilitati in tutta la nazione contro le misure di austerità del governo, poiché temono possano lasciare il settore agricolo senza sostegno e costringere le aziende agricole a chiudere.
In Italia, purtroppo, non siamo messi molto meglio: benché il governo in carica stia provando a smarcarsi dalle politiche di imposizione della carne sintetica e degli insetti a tavola, come riportato dalla trasmissione “Fuori dal coro” di Mario Giordano, i grandi speculatori, in questo caso Morgan Stanley, hanno intenzione di sottrarre i terreni del vercellese ( e non solo quelli) da secoli dedicati al riso, per installare tonnellate di pannelli fotovoltaici. Non sarebbe male vedere un po’ più di carattere e coraggio da parte della nostra classe dirigente, solitamente più brava a parole che a fatti.
Un’ottima sintesi dell’agenda globalista del forum di Davos ce la fornisce l’eurodeputata Christina Anderson in una sua intervista.
L'eurodeputata Christina Anderson rivela la vera ragione dietro l'agenda verde:
“L’agenda verde è solo una parte del programma [globalista generale], che consiste nell’instaurare un regime totalitario in cui le persone siano sotto il controllo totale”.
Nota: in caso di rimozione dal video da Twitter, potete trovare il medesimo video su Telegram, canale “Video contro corrente”
Nonostante le notizie poco rassicuranti e la consapevolezza che le élites globaliste abbiano dichiarato guerra alle popolazioni, è importante far notare che sempre più persone stanno aprendo gli occhi, i globalisti stanno scoprendo ogni giorno che passa tutte le loro carte con una fretta impetuosa: in questo modo, il principio della “rana bollita” non può più funzionare e il consenso accumulato durante la dittatura sanitaria non può certamente essere eguagliato.
Riportiamo le riflessioni del sindacalista Gavino Sanna su Twitter (anzi X).
“LOTTA DI CLASSE TRAVESTITA DA AMBIENTALISMO (post lunghetto per quanto abbia cercato di sintetizzare)
Il susseguirsi di norme UE sempre più restrittive sulla circolazione veicoli è una delle tante facce dell’accelerazione della lotta di classe che le élite conducono contro le masse.
Le politiche di austerità sono risultate particolarmente odiose, hanno ulteriormente depresso l’economia e chi le ho portate avanti (v. governo Monti) è stato sonoramente bocciato alle elezioni, era necessario continuare l’opera sotto una veste più subdola.
Come si possa pensare che la rottamazione di una vettura funzionante (e che al momento in cui è stata acquistata aveva magari una tecnologia avanzata) sia ecologico è un mistero. Le prime norne comunitarie a tutela ambiente (anni 70) fissarono standard minimi per l’omologazione veicoli. Migliori tecnologie comportarono aumento dei costi ma anni 70 e 80 furono periodo di motorizzazione di massa, quasi ogni famiglia poteva permettersi di acquistare un’auto (v. andamento quota salari e PIL).
Il salto di qualità arriva negli anni 90, si passa da divieto di omologazione (cioè produzione) al divieto di circolazione, mettendo in atto un vero e proprio esproprio per obsolescenza legale.
Obbligare chi se lo può permettere a cambiare macchina ogni tot anni è un modo curioso di tutelare l’ambiente, buon senso direbbe che una volta comprata più dura e meglio è, posto che la produzione di veicoli nuovi e smaltimento vecchi ha alto impatto ambientale.
Però se chi non si può permettere un’auto nuova si limiterà a sottoutilizzare o rottamare la vecchia il sistema avrà successo: meno macchine e traffico più snello per i ricchi, mezzi pubblici, bicicletta o a piedi per gli altri. Un bel ritorno al passato, quando un diritto fondamentale come quello alla mobilità era pieno appannaggio di pochi privilegiati.
In questa vicenda spiccano due soggetti, il primo per ipocrisia il secondo per idiozia. L’Unione Europea che ama presentarsi come grande promotrice dei diritti dei consumatori e proprio in questo periodo si vanta di proteggerli dalla cosiddetta obsolescenza programmata: odioso fenomeno per cui alcune aziende progettano beni durevoli per durare poco, così possono venderne di nuovi. Che bastardi, come quelli che ti costringono a cambiare macchina perché la vecchia non può circolare.
I cd eco-socialisti, personaggi che promuovono una visione ideale dell’ambientalismo che dovrebbe portare a giustizia sociale e riduzione diseguaglianze. Mera utopia in un sistema che procede sempre più veloce nella direzione opposta anche grazie alle politiche ambientali, spinto da istituzioni sovranazionali che loro non mettono in discussione in alcun modo.”
Condividiamo la veritiera riflessione dell’ottimo Boni Castellane, assieme ad un altro acuto commento.
E non a caso è partito pure lo spin contro gli affitti brevi turistici,con i quali i proprietari di seconde case nel Belpaese, invece di "possedere nulla ed essere felici" riescono a farci un farci un reddito sicuro, che permette loro di non doverle (s)vendere per troppe tasse…
Si sveglieranno gli italiani, popolo col più elevato risparmio privato in Europa, dicasi lo stesso per il patrimonio immobiliare, davanti al rischio concreto di confisca della vostra casa? Voi quanto siete disposti a perdere?
Che tu creda o no al cambiamento climatico e origine antropica ormai cambierà poco: si è messa in moto una macchina potentissima, nel giro di pochi anni cambierà la tua vita. Inizia a chiederti che prezzo sei disposto a pagare. Se la risposta è “Qualsiasi prezzo, anche la vita”…
Riportiamo una riflessione interessante del blogger Mauro Morosi, fervente eroe contro la dittatura sanitaria e il marchio verde, su Chat GPT e le sue possibili conseguenze. Buona lettura!
Quelle sotto sono affermazioni vere, che non meritano ulteriori commenti.
I fatti. I nostri due candidati in #Lombardia e #Lazio ottengono più voti delle scorse regionali. Le nostre liste, oltre il 20%, prendono più delle politiche. Il #Pd la sua parte l’ha fatta. M5S e Terzo Polo non hanno voluto coalizzarsi, dimezzano i voti e se la prendono con noi.