Possibile crollo del Bitcoin a gennaio 2024?

Poiché seguiamo l’acuto economista Eugenio Benetazzo, ci siamo imbattuti su questo suo video, di cui consigliamo fortemente la visualizzazione.

COPA vs Wright

Trattasi di un processo che si svolge in Gran Bretagna, il quale potrebbe avere delle conseguenze devastanti per Bitcoin: in caso di vincita del sig.Wright, il quale afferma di essere Satoshi Nakamoto, i diritti sull’utilizzo del nome Bitcoin potrebbero non essere più utilizzabili sulle piattaforme di scambio.
Il video va seguito molto attentamente e, per chi volesse saperne di più, Benetazzo consiglia non solo la lettura, ma lo studio degli atti del tribunale britannico.
Chi vivrà, vedrà.

Dalla pandemia alla moneta digitale, l’avvento di un nuovo feudalesimo.

Sequenza di cinguettî (o “thread” nel gergo di Twitter) della giornalista Martina Pastorelli sulle cause che hanno spinto le élites a provocare l’emergenza sanitaria e sul loro fine ultimo: la creazione di un sistema neo-feudale.

A simili conclusioni, spiegate con lunghi ma razionali ragionamenti, è arrivato il consulente finanziario e videoblogger Patrizio Messina (Patrick DeWatt). Sotto, una sua diretta dal canale “Investire da zero“, di cui consigliamo la visualizzazione, magari in più sessioni.

https://www.youtube.com/live/C0SU-gyyJnk?feature=share

Banca del tempo ad Ardauli, Sardegna

Segnaliamo una bella iniziativa dalla nostra terra natìa, la Sardegna, che ci auguriamo abbia successo: un progetto sperimentale di banca del tempo ad Ardauli, piccolo comune dell’entroterra sardo, anche esso, purtroppo, vittima dello spopolamento.

Dall’articolo di Alessia Orbana per l’Unione Sarda.

Ad Ardauli arriva il progetto sperimentale della Banca del Tempo

Al suo interno non si deposita denaro ma la disponibilità a scambiare servizi con gli altri aderenti all’istituto di credito.

Il tempo si candida a diventare il protagonista assoluto dell’innovativo progetto che l’Amministrazione comunale di Ardauli si appresta a condividere. Nei prossimi mesi sarà infatti avviata la Banca del tempo, un istituto di credito un po’ particolare. Non si deposita infatti denaro e non si riscuotono interessi, ma la disponibilità a scambiare servizi con gli altri aderenti all’iniziativa utilizzando il tempo come unità di misura degli scambi. 

Ad ognuno degli aderenti viene intestato un regolare conto corrente-tempo e viene consegnato un libretto di assegni-tempo. Unico obbligo è il pareggio. Un progetto al momento nella fase embrionale, quella dello studio dei bisogni della comunità ardaulese e delle disponibilità. Con la Banca del Tempo si punta a riorganizzare la rete di reciproco aiuto tipica dei rapporti di buon vicinato.  L’idea non è nuova, risale agli anni Novanta con il termine coniato a Parma ma arrivato alla ribalta delle cronache nazionali grazie alla sperimentazione portata avanti da un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna.

Ad oggi  in tutta Italia sono oltre 220 le Banche attive e in corso di progettazione-sperimentazione. «Partecipando alla Banca del Tempo si ottengono prestazioni che permettono di soddisfare piccoli bisogni immediati, ma il risultato più ampio e duraturo consiste nella ricostruzione di reti sociali e solidali sul territorio», sottolineano dal Comune. E la sindaca Tina Fadda aggiunge: «La Banca del tempo è un progetto inserito nel nostro programma elettorale. Ora parte in via sperimentale con le attività di rilevazione dei bisogni e delle risorse presenti nella comunità. È un progetto di aggregazione ed integrazione di cittadini di tutte le età, per ridurre l’isolamento e rafforzare il tessuto  solidale. È vicino alle nostre tradizioni di scambio lavorativo come andare a cambios detto anche azzudu torrau. Rappresenta una vera e propria banca dove la moneta di scambio è  il tempo, l’obiettivo è attivare le relazioni tra le persone, creare e rafforzare le reti di solidarietà, quelli che un tempo erano rappresentati di rapporti di vicinato».

Non un progetto di volontariato ma un’iniziativa dove ogni scambio accende debiti e crediti in tempo nei confronti della Banca, non del singolo interessato. Ciò significa che il credito registrato nel conto corrente di chi ha offerto la prestazione non dovrà necessariamente essere “speso” nei confronti della stessa persona, ma nei confronti di qualsiasi aderente. Allo stesso modo si potrà rientrare dal debito offrendo prestazioni ad altri associati.  Altra caratteristica è data dal fatto che  tutti gli aderenti sono uguali tra loro.

Un’ora è sempre un’ora indipendentemente dall’età, dalla scolarità, dal ceto sociale di chi l’ha scambiata ed indipendentemente dal tipo di prestazione offerta/domandata.  Chi si iscrive alla Banca del Tempo definisce le prestazioni che intende offrire, indicando anche quelle di cui pensa di avere bisogno. «La lista è indicativa, ma rappresenta un punto di partenza per dar vita a richieste ed offerte. Definire bisogni e disponibilità permette di evidenziare fin da subito che lo scambio sta alla base dell’esperienza», proseguono dal Comune.

Le prestazioni scambiate dipendono dalle abilità, dalle disponibilità e dalla fantasia degli aderenti: dare un aiuto nello studio, a cucinare, ad imbottigliare il vino, a sbrigare pratiche e documenti, a scrivere una lettera, a fare commissioni, a fare piccole manutenzioni, a leggere ad alta voce, ad organizzare escursioni, a fare compagnia per fare degli esempi. Ma il punto fermo resta l’aspetto relazionale. Dalle esperienze esistenti si evince che le Banche del Tempo danno vita a reti di socialità agendo come antidoto contro la solitudine, permettono di allargare l’aiuto di vicinato oltre la stretta cerchia parentale, favoriscono l’inserimento sociale di persone senza rete di supporto familiare, favoriscono l’interculturalità, i rapporti tra generazioni, permettono di soddisfare bisogni altrimenti non reperibili sul mercato.

Dati e testimonianze di una sanità allo sfascio ovunque

Riportiamo ora tre notizie recenti che non meritano ulteriori commenti.

Vogliamo comunque “spezzare una lancia” per la gestione della sanità in Sardegna: i disservizi, i ritardi delle visite e delle diagnosi, le inefficienze e la carenza di personale non sono aumentate solo in Italia, ma in gran parte dell’Europa e dell’occidente.

Siamo testimoni di una vicenda in Austria per cui i tempi di attesa per ottenere il servizio sanitario di base e la tessera sanitaria sono arrivati a superare i 3 mesi dopo la richiesta, nonostante il regolare pagamento delle tasse e la presentazione per tempo di tutta la documentazione necessaria. Solo dopo sollecitazioni con avvisi di ricorrere ad azioni legali, la burocrazia si è attivata e si è “accorta di aver fatto un errore” in meno di 12 ore, dopo oltre tre mesi di attesa.

È ben noto che vi sia un aumento di mortalità ovunque e la Covid-19 non è la causa principale, come dimostra dettagliatamente nel suo articolo Sara Gandini, epidemiologa e docente, assieme a Fabrizio Tuveri, medico, e Giorgio Ardeni, storico.

Sanità, senza garanzie di diagnosi e cura si rischiano effetti perversi (Il Fatto Quotidiano).

Nell’articolo che potete andare a leggere, l’epidemiologa spiega tutti i fattori dell’aumento della mortalità generale in Europa.

Ci auguriamo che la situazione si risolva, ma ciò non potrà avvenire, se prima non vi sarà una presa di coscienza da parte delle masse: stanno avvenendo abusi neanche tanto velati e si sta cercando di distruggere il servizio sanitario pubblico ovunque, per rimpiazzarlo con assicurazioni private e mettendo sempre al primo posto l’interesse economico, invece che la dignità delle persone.

Sul tetto al contante

Ci scusiamo coi nostri lettori se non abbiamo ancora scritto nessun commento sull’insediamento dell’attuale governo italiano, tuttavia vogliamo fare un commento sull’attuale proposta di innalzare il tetto del pagamento in contante a 10.000 €.

Iniziamo a vedere com’è attualmente la situazione negli altri Paesi europei.

Diranno i nostri eroi che negli altri Paesi la gente è buona, onesta e paga le tasse? Ovviamente, per la loro ideologia autorazzista, sì, basta leggere i seguenti commenti, eccoli:

E potremo andare avanti! All’unisono, i giornalaî di regime ci inondando di propaganda e alcuni esperti ci mettono in guardia dalle rapine, a voi però risulta che il non utilizzo del contante e gli acquisti online abbiano diminuito il rischio di frodi elettroniche?

Per dare una prova di quanto nei Paesi del nord Europa siano più virtuosi di noi, basta sapere cosa sta succedendo in Austria, stranamente poco menzionato dalla stampa di regime italica, tranne dal blog “Austria vicina” di Marco Di Blas su facebook. In pratica, uno degli ex fedelissimi di Sebastian Kurz, ex-cancelliere, sta vuotando il sacco e facendo pesantissime deposizioni, che portano ad accuse di corruzione.

Attendiamo che i nostri eroi dicano che è colpa dell’assenza di tetto al contante in Austria.

Dal canale Telegram Giubbe Rosse.

LO TSUNAMI FINANZIARIO GLOBALE PIANIFICATO È APPENA INIZIATO
Dalla creazione della Federal Reserve statunitense più di un secolo fa, ogni grave crollo del mercato finanziario è stato deliberatamente innescato per motivi politici dalla banca centrale. La situazione non è diversa oggi, poiché chiaramente la Fed USA sta agendo con la sua arma dei tassi di interesse per far crollare quella che è la più grande bolla finanziaria speculativa nella storia umana, una bolla che ha creato. Gli eventi di crash globali iniziano sempre alla periferia, come con la Creditanstalt austriaca del 1931 o il fallimento della Lehman Bros. nel settembre 2008 . La decisione del 15 giugno della Fed di imporre il più grande aumento dei tassi in quasi 30 anni poiché i mercati finanziari sono già in crisi, ora garantisce una depressione globale e peggio.

L’entità della bolla del “credito a buon mercato” che la Fed, la BCE e la Banca del Giappone hanno progettato con l’acquisto di obbligazioni e il mantenimento di tassi di interesse vicini allo zero o addirittura negativi senza precedenti per 14 anni, è oltre ogni immaginazione. I media finanziari lo coprono con notizie quotidiane senza senso, mentre l’economia mondiale si prepara, non per la cosiddetta “stagflazione” o recessione. Ciò che accadrà nei prossimi mesi, salvo una drammatica inversione di tendenza, è la peggiore depressione economica della storia fino ad oggi. Grazie, globalizzazione e Davos.

Articolo originale: https://www.globalresearch.ca/global-planned-financial-tsunami-has-just-begun/5784217