Questa mattina la Deutsche Presse Agentur (DPA, Agenzia di stampa tedesca) ha pubblicato un articolo secondo cui i servizi segreti USA hanno informazioni per cui il candidato alla presidenza USA Donald Trump avrebbe ricevuto minacce di morte dall’Iran. Pubblichiamo di seguito una sintesi.
“La squadra elettorale e il portavoce di Donald Trump, Steven Cheung, hanno dichiarato che i servizi segreti statunitensi hanno informato il candidato repubblicano di minacce reali e concrete provenienti dall’Iran per assassinarlo. L’obiettivo dell’Iran sarebbe destabilizzare gli Stati Uniti e seminare il caos. Le forze dell’ordine stanno lavorando per garantire la sicurezza di Trump e assicurare che le elezioni presidenziali del 5 novembre si svolgano senza interferenze. Recentemente, sono emerse nuove informazioni su un attacco hacker iraniano che ha colpito la comunicazione interna del team di Trump, con l’obiettivo di minare la fiducia nel processo elettorale e influenzare l’esito delle elezioni.”
Noi non vogliamo lavorare di fantasia, ma vogliamo invitare alla prudenza sulle interpretazioni alla lettera di certe affermazioni e informazioni. Non scordiamoci due cose fondamentali:
- La CIA e l’FBI non stanno dalla parte di Trump (l’attentato del 13 luglio ne è la pistola fumante, ma si sapeva da tempo), per cui potrebbero essere loro stessi ad organizzare l’attentato, fabbricando poi prove false per incolpare l’Iran.
- già dai tempi della guerra in Iraq del 2003, i servizi segreti USA fornirono “prove schiaccianti” (la famosa fialetta di Colin Powell), poi rivelatesi false, come casus belli.
Ma perché questa delirio di guerra a poco più di un mese dal voto negli USA? Perché una guerra in grande stile, come ipotizzato da alcuni, fra cui Patrick De Watt nelle sue ultime dirette, sarebbe l’ultimo modo da parte delle élites globaliste, per non far svolgere il voto del 5 novembre, da cui Trump ne uscirebbe sicuramente vincitore.
A questo punto, le ipotesi sono due:
A) se non abbiamo ragione, Trump ha preso il controllo dei servizi segreti e della polizia federale, e l’Iran (o meglio, una parte delle loro élites) potrebbe veramente avere l’intenzione di far fuori il candidato repubblicano. Quali siano le reali motivazioni dietro le quinte, non le sappiamo.
B) Se abbiamo ragione, e dietro le quinte, Trump sta cercando non solo un accordo con la Russia, ma anche con la Corea del Nord e lo stesso Iran (Giuseppe Sangiorgio, 12-08-2024, minuto 26) e i democratici, facenti parte dell’élite globalista davosiana, assieme alla parte corrotta e guerrafondaia del governo israeliano (Netanyahu), stanno cercando in tutti i modi di sabotare questi accordi.
Entro i prossimi sei mesi, forse già entro la fine dell’anno, dovremmo riuscire ad avere qualche risposta in più alle nostre domande.