Incidente in Iran: ipotesi e dettagli simbolici

La morte di importanti vertici governativi iraniani, tra cui il presidente iraniano Ebraihim Raisi e del ministro Hossain Amirabdollahyan è un evento che segue la recente scia di eventi quali l’attentato al primo ministro slovacco Robert Fico e il ricovero in ospedale del re saudita Salman al Saud, padre di Mohammed bin Salman.

Dagli innumerevoli commenti che abbiamo potuto leggere ed ascoltare tra ieri e oggi, riteniamo il più affidabile e degno di nota quello dell’ex-Sismi Luigi Baratiri.

In sintesi, nel video Baratiri ci spiega che, con la morte del presidente iraniano, nell’ipotesi che ci siano dietro delle potenze straniere, si cerchi di fomentare una nuova rivolta interna in Iran, perché una parte non indifferente della popolazione, soprattutto chi è emigrato all’estero, si oppone ferocemente al governo teocratico e vorrebbe vedere un cambio della classe politica. Non entreremo in merito a codeste questioni, pur comprendendo le ragioni di critica, desiderando invece menzionare alcuni aspetti finora passati inosservati a molti.

Anniversario di nascita dell’Imam Reza

Un’altra data coincidente con la caduta dell’elicottero è il compleanno dell’Imam Reza, celebrato in Iran. Molto probabilmente, la scelta della data per colpire Raisi e l’Iran è voluta per ulteriore beffa verso il sentimento religioso del governo e della popolazione fedele.

IL LUOGO E GLI EVENTI AD ESSO CORRELATI

La foresta di Arsbaran, anche conosciuta come foresta di Arasbaran, si trova nella provincia dell’Azerbaigian Orientale. È una regione ecologicamente significativa, ricca di flora e fauna uniche, e parte del patrimonio naturale dell’Iran. Essa è anche luogo natìo di Sattar Khan, figura chiave nella Rivoluzione Costituzionale Persiana (1905-1911), che cercava di limitare il potere assoluto dello Shah e stabilire una costituzione. Nel 1908, dopo che Mohammad Ali Shah Qajar aveva bombardato il parlamento iraniano, Sattar Khan si sollevò in difesa della costituzione. Guidò la resistenza armata nella città di Tabriz, organizzando i combattenti noti come “Mujahidin” contro le forze monarchiche. Sotto il suo comando, Tabriz divenne un bastione della rivoluzione e un simbolo della lotta per la libertà. La sua determinazione e leadership galvanizzarono il movimento costituzionale, che alla fine portò alla restaurazione della costituzione e alla deposizione dello Shah.

Babak Khorramdin

Nacque in una famiglia che aderiva alla fede Khurramita, una setta religiosa che combinava elementi del Mazdeismo e del Mazdakismo, e che promuoveva ideali di giustizia sociale e uguaglianza. La sua ribellione contro il califfato abbaside iniziò intorno all’816 d.C., quando guidò i suoi seguaci in una serie di rivolte che si prolungarono per oltre due decenni. La sua fortezza, noto come “Babak Castle” o “Ghal’eh Babak”, situata nelle montagne della regione di Kaleybar, era un’imponente struttura difensiva e un simbolo di resistenza. Nonostante diverse campagne militari abbasidi per reprimere la ribellione, Babak riuscì a mantenere il controllo della sua fortezza fino all’838, quando fu catturato tradimento. Fu portato a Samarra e giustiziato, ma la sua leggenda sopravvive come un simbolo di resistenza contro l’oppressione.

Guerra Ottomano-Persiana (1821-1823)

La battaglia in cui furono uccisi 10.000 soldati ottomani si inserisce nel contesto delle guerre ottomano-persiane, una serie di conflitti intermittenti tra l’Impero Ottomano e l’Impero Safavide (e successivamente l’Impero Qajar) per il controllo delle regioni di confine nel Caucaso e nell’Azerbaigian. Uno degli episodi più sanguinosi di questi conflitti avvenne durante la guerra ottomano-persiana del 1821-1823, quando le truppe ottomane cercarono di invadere la regione. La battaglia di Erzurum del 1821 è un esempio di come la resistenza locale, supportata dalle forze persiane, riuscì a infliggere pesanti perdite agli invasori ottomani. Anche se i dettagli specifici del massacro nella foresta di Arsbaran non sono ben documentati, riflettono la turbolenza e la violenza che caratterizzarono questi conflitti regionali.

In sintesi, il simbolismo e la storia dei luoghi sono scelti per risvegliare i sentimenti divisivi e le ferite storiche che il tempo non ha ancora provveduto a remarginare. L’obiettivo di balcanizzazione e/o di incendiare l’Iran con rivolte è da considerarsi molto probabile, come ben spiegato da Baratiri.

Questa mossa da parte delle potenze straniere rimarrebbe la loro mossa principale contro la resistenza iraniana all’anglosfera e al globalismo, oltre che essere una possible vendetta da parte dei servizi segreti israeliani, vista l’improbabile entrata in guerra degli Stati Uniti contro Tehran, a seguito dell’attacco militare iraniano contro Tel Aviv.

Cercheremo ora di spiegare perché secondo noi gli Stati Uniti, dietro le quinte, stessero cercando una trattativa e una distensione con l’Iran o comunque, ci fossero strane manovre dietro le quinte.

Domanda: perché, a poche settimane dall’inizio degli attacchi di Hamas contro Israele, gli Stati Uniti hanno sbloccato 6 miliardi (MILIARDI) di $ verso l’Iran?[1] I servizi segreti statunitensi e il Pentagono non hanno avuto nessuna avvisaglia dei preparativi dell’attacco? L’ipotesi di inettitudine e superficialità ci sembra da scartare e, naturalmente, dobbiamo muoverci nell’universo delle speculazioni per cui la realtà supera la fantasia.

Ipotesi 1) Biden sta proseguendo la politica di riavvicinamento degli Stati Uniti verso l’Iran e di isolamento verso Israele, con minore supporto militare in Medio Oriente. Conseguentemente, Trump trarrebbe giovamento di ciò, perché legato ai gruppi filo-israeliani, in particolare per la parentela con Jared Kushner. Ció tornerebbe anche col fatto che Trump si è attribuito la responsabilità dell’uccisione del generale iraniano Soleimani.

Ipotesi 2) I militari e i patrioti USA, nel loro governo-ombra, di cui Donald Trump sarebbe ancora il presidente in carica, stanno astutamente lasciando la classe politica marcia che c’è nello stato di Israele al loro destino, facendo fare il gioco sporco del filo-iraniano a Joe Biden, facendo venire allo scoperto la corruzione del governo Netanyahu e lasciando loro recitare la parte dei cattivi, che ahinoi, gli riesce molto bene, a discapito di molti innocenti. Allo stesso tempo, il consenso della popolazione israeliana verso Netanyahu crolla sempre di più, tant’è che pure alla vigilia della morte di Raisi ci sono state manifestazioni a Tel Aviv.

Non scordiamoci che Donald Trump aveva inveito contro Netanyahu, non appena quest’ultimo si era congratulato con Biden per la dubbia elezione: Trump è una persona MOLTO vendicativa.

Inoltre, è venuto diverse volte il sostegno a parole verso Israele, ma a parte il movimento ininfluente di un paio di portaerei, e la consegna di armi (a breve scadenza?), nulla di più è avvenuto.

Riportiamo inoltre questo video, in cui Trump afferma alla platea di essere al terzo mandato, lasciando presagire che tante cose non sono come possono sembrare.
https://rumble.com/v4w1262-trump-teases-that-maybe-hes-in-his-3rd-term-.html

In aggiunta, stando a quanto riportato dal canale “Giubbe Rosse“, gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero tenuto dei colloqui indiretti la scorsa settimana, per evitare ulteriori attacchi. La notizia è stata riportata dall’agenzia Axios. [2]

Che l’attentato sia avvenuto per sabotare queste trattative? Gestite da Biden o dai militari USA?

Vi sono altre speculazioni, secondo cui la coda dell’elicottero sia meno danneggiata e ben separata dal resto dei rottami? Potrebbe essere che sia stata piazzata una bomba all’interno dell’elicottero durante la sosta in Azerbaijan?

Ultima, più improbabile, ma non impossibile, è che sia stata inscenata la morte di Raisi (motivi di sicurezza? Operazione militare nascosta?), secondo quanto afferma El-Elyon.
https://x.com/El1_Elyon/status/1792562802810290471

https://x.com/El1_Elyon/status/1792516808437608827

Inutile ripetere che le nostre sono solo speculazioni ragionate, che potrebbero essere pure lontane dalla verità, tranne la tesi di Baratiri, tuttavia abbiamo voluto riportare tutto quello che abbiamo ritenuto di interesse.

Saremo felici di leggere vostri commenti, anche su quello che ritenete incongruente, e le vostre opinioni.

FONTI

[1]

https://www.reuters.com/world/us-allows-6-billion-transfer-part-iran-prisoner-swap-2023-09-11/

https://www.bbc.com/news/world-middle-east-66784817

https://edition.cnn.com/2023/09/18/politics/iran-money-explainer/index.html

[2]

https://www.axios.com/2024/05/17/biden-us-iran-regional-attacks

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