Cari Voi che ci leggete,
vogliamo ringraziarvi, anche se siete capitati sulle nostre pagine una sola volta e vi porgiamo i nostri auguri per una Felice Pasqua!
Condividiamo con voi questa riflessione odierna dello studioso Matteo Martini, che offre spunti interessanti.
Cari saluti,
Tulkas & Gilgameš
Dal canale Telegram “Il Veritiero“:
Le “teorie alternative” (sociali, storiche, scientifiche) nel XXI secolo o più precisamente nella finestra di decenni che stiamo vivendo nell’epoca internet, non vengono accettate – ormai ne sono persuaso – unicamente per motivi razionali da un gruppo sociale più intelligente. Credo che l’adesione – indipendente dalla sensatezza o verosimiglianza di molte teorie alternative – sia legata a fattori pre-razionali, emotivi, ad esempio di anticonformismo: per ragioni sostanzialmente speculari e opposte, ma non meno irrazionalistiche, della scelta della maggioranza di seguire idee e narrative presentate come ufficiali. Al massimo i primi si differenziano dagli altri secondo lo schema gnostico psichici/ilici.
Questo non deve sminuire l’importanza e l’utiltà che le sfide a un sistema di credenze consensualmente condivise all’interno della società possono rappresentare, sia in termini di ricerca della verità, sia anche di dinamica sociale.
Tuttavia sappiamo che questa fluidità di credenze, specie in una situazione storica come quella rivoluzionata da Internet e dai social media, diventa un campo di battaglia per gli attori della Guerra Cognitiva (Cognitive Warfare), attori che sono non estranei al mondo militare, alla comunità dell’intelligence, o alla psicologia militarizzata nata nelle università anglosassoni.
Quello della guerra psicologica è un settore in cui l’anglosfera è stata all’avanguardia nell’ultimo secolo, come del resto nel marketing e nella pubblicità. Altre potenze e blocchi, come quello russo o cinese, nell’epoca della guerra fredda e dopo, hanno avuto dottrine sulla propaganda e sulla guerra psicologica molto più arretrate, se non nulle. Ciò può apparire paradossale (per altri versi non lo è affatto) ma le democrazie liberali hanno consolidato apparati di controllo del consenso o di distrazione assai più delle “autocrazie” o delle democrazie non liberali…
Ad oggi, nel nostro Occidente, i cosiddetti complottisti (che dicevamo si ritengono più intelligenti dei più numerosi convenzionalisti), sposano di fatto teorie alternative la cui prima comparsa è stata, nella quasi totalità dei casi, nel territorio americano (extraterrestrialismo, Q, pseudo-law e pseudo diritto, Tartaria) o al massimo nell’area dell’anglosfera (es. Icke, Sitchin). In questo settore inserisco a pieno titolo prassi e contenuti anche della New Age, fenomeno tipicamente anglosassone.
Di fatto gli alternativi, hanno sposato teorie che sono diventate commercialmente diffuse negli Stati Uniti, e poi si sono diffuse globalmente con le dinamiche della globalizzazione.
Pensare che questo cluster di teorie alternative – che nel tempo si sono consolidate nel tempo divenendo uno zoccolo duro e un mainstream sui generis per una determinata nicchia sociale – sia “spontaneo”, e non legate a esperimenti o protocolli del controllo di massa e di ingegneria sociale del Paese in cui tutte sono sorte (USA), credo sia l’ultima pillola blu che i pretesi risvegliati continuano a ricevere.
Costoro sono “gli uccelli da una sola piuma”, come vengono definitivi informalmente dai teorici della psicologia di massa 2.0, che inevitabilmente finiscono per essere messi insieme attraverso tali programmi di controllo e manipolazione culturale.
Ritengo opportuno concentrarmi su questo tipo di inganno, perché di fatto non lo fa nessuno, e i principali attori dell’informazione alternativa, più che dimostrare di esserne consapevoli, o in grado di svolgere questo compito, sembrano piuttosto rientrare fra gli agenti di queste operazioni culturali, anziché fra coloro che le svelano.
Il Veritiero (https://t.me/ilVeritiero)