Sono stati già versati fiumi di inchiostro sulle proteste di Trieste avvenute nelle ultime settimane e noi cercheremo di fornire una lettura alternativa, sui possibili retroscena che si svolgerebbero dietro le quinte.
Punto focale: Trieste è in una posizione strategica per la Nuova Via della Seta marittima e, come dichiarato dal presidente dell’autorità portuale Zeno d’Agostino, il porto sta avendo una crescita rilevante, perché il capoluogo friulano è facilmente raggiungibile da e per tutti gli Stati della Mitteleuropa, i quali sono in forte crescita economica.

Non solo: sempre d’Agostino ha affermato che per Trieste abbandonare la Via della Seta equivarrebbe ad un suicidio, perché il porto si trova in fondo al mar Adriatico e di fronte al canale di Suez.
C’è un altro fattore fondamentale da non sottovalutare: in Friuli Venezia Giulia vi è la base USAF di Aviano, dove sarebbero stipate armi nucleari degli Stati Uniti e, a quelle già esistenti si sarebbero aggiunte altre 50 bombe atomiche rimosse dalla base turca di Incirlik, come riportato da Manlio Dinucci. Se da Trieste iniziassero (ma probabilmente sono già iniziate) le infiltrazioni cinesi, che conseguenze avrebbe lo spionaggio cinese nel nord-est italico? Ovviamente catastrofiche per gli Stati Uniti.
Non dobbiamo inoltre scordarci che la città, secondo i trattati internazionali, sarebbe ancora territorio libero ed esistono ancor oggi movimenti politici che difendono questo status e che mantengono ancora simpatie per gli anglo-americani.
Significativa è stata anche la protesta alla base dell’Aeronautica Militare a Sigonella contro il lasciapassare verde, perché anche qui vi è una importante base militare USA, ben nota per la crisi tra Italia e Stati Uniti in cui Bettino Craxi è stato protagonista.
Non vogliamo sminuire i motivi della protesta dei portuali, che sono sacrosanti e per le libertà fondamentali e hanno tutto il nostro appoggio, ma non si può trascurare la politica nascosta dietro le quinte, specialmente in questi tempi che sono ormai di cambiamento epocale e di riassetto degli equilibrî mondiali.